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Il 29% dei clienti assicurativi Usa usa già l'AI per cercare polizze e il 42% finisce per comprarne una

Cos’è successo
Secondo un’analisi pubblicata il 19 ottobre da Insurance Journal, quasi un terzo (29%) dei clienti assicurativi auto e casa negli Stati Uniti utilizza oggi strumenti di intelligenza artificiale per cercare prodotti e coperture, gestire la propria polizza, capire cosa sia coperto prima di presentare un sinistro, o fare shopping per un preventivo o una nuova polizza.
L’AI sta già influenzando concretamente le decisioni di acquisto: più di un terzo (37%) dei clienti che hanno usato l’AI per informarsi su prodotti o opzioni di copertura ha cambiato la propria polizza sulla base di quanto appreso, e tra chi ha usato l’AI specificamente per cercare una nuova polizza, il 42% ha effettivamente acquistato una copertura come risultato diretto di quella ricerca.
Perché conta
- L’AI si sta affermando come un nuovo canale di distribuzione assicurativa a tutti gli effetti, al pari di broker e chiamate telefoniche tradizionali — non più solo uno strumento di supporto informativo marginale, ma un passaggio che incide direttamente sulla conversione in vendita;
- Il fenomeno si inserisce in un contesto di crescita già robusta del comparison shopping digitale nel settore assicurativo Usa, dove — secondo altre rilevazioni di settore — la quota di polizze “shoppate” fuori dal normale ciclo di rinnovo ha raggiunto livelli record negli ultimi anni, grazie alla diffusione di app, siti di confronto prezzi e strumenti digitali sempre più immediati;
- Per gli assicuratori, il dato implica una pressione competitiva crescente: se quasi un cliente su tre usa già l’AI per confrontare opzioni, e oltre 4 su 10 di chi la usa per cercare arriva effettivamente a comprare, il “momento della verità” nella relazione con il cliente si sposta sempre più verso l’interazione con un assistente AI, non con un agente umano.
Adesso
- Resta da capire quanto rapidamente le compagnie assicurative dovranno adattare le proprie strategie di marketing e distribuzione per essere “leggibili” e competitive anche agli occhi di agenti AI di terze parti, non solo dei clienti umani che le confrontano direttamente;
- Il tema si lega a sviluppi paralleli già osservati nel settore — come il caso di piattaforme che hanno dovuto decidere se e come permettere a agenti AI esterni (per esempio quelli di Big Tech) di accedere ai propri dati tariffari per conto dei consumatori, un nodo ancora aperto su trasparenza e completezza delle informazioni fornite;
- Il prossimo banco di prova sarà capire se questa fiducia crescente nell’AI per le decisioni assicurative si estenderà anche a prodotti più complessi (vita, salute, responsabilità civile) oltre ad auto e casa, dove il confronto tra opzioni è storicamente più semplice da automatizzare.