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I premi assicurativi marittimi nello Stretto di Hormuz salgono fino al 10% del valore della nave, 4 volte la media quinquennale

Cos’è successo
I premi assicurativi war-risk per le petroliere in transito nello Stretto di Hormuz sono saliti bruscamente a fine luglio 2026, in seguito all'intensificarsi degli attacchi alle navi cisterna nell'area.
Secondo Marcus Baker, responsabile globale marine, cargo e logistica di Marsh, i premi war-risk aggiuntivi nella regione sono passati da un livello dell'1-3% del valore della nave di alcune settimane fa a un range attuale del 7,5-10%, con punte fino al 10% riportate da altre fonti di mercato. Una petroliera da 100 milioni di dollari affronta oggi premi war-risk tra 3 e 10 milioni di dollari, contro circa 250.000 dollari prima dell'inizio delle ostilità.
Perché conta
- I transiti attraverso lo stretto, da cui passa circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e oltre il 20% del GNL globale, si sono ridotti in modo marcato: 10 transiti registrati il 21 luglio contro 16 il giorno precedente, secondo dati S&P Global Commodities at Sea, con le compagnie di navigazione che sospendono le operazioni nell'area o richiedono approvazione caso per caso prima di confermare la copertura;
- La Lloyd's Market Association ha esteso la designazione di "area ad alto rischio" all'intero Golfo Persico, mentre diversi assicuratori e P&I Club hanno rivisto il proprio approccio di sottoscrizione per i viaggi nel Golfo Persico/Arabico e nel Golfo dell'Oman, richiedendo notifica preventiva, premi aggiuntivi e approvazione caso per caso;
- La tensione si è estesa anche al corridoio del Mar Rosso, dove il gruppo Houthi ha dichiarato un blocco dei porti sauditi: i premi per il transito nello stretto di Bab al-Mandab sono saliti allo 0,5% del valore della nave, contro lo 0,1% per le navi dirette verso la costa occidentale saudita senza attraversare il punto di passaggio più esposto.
Adesso
- In risposta all'impennata dei premi e alle cancellazioni di polizze, l'amministrazione statunitense ha incaricato la US International Development Finance Corporation (DFC) di fornire assicurazione contro il rischio politico per sostenere la continuità del traffico marittimo nello stretto, annunciando una partnership con i principali assicuratori USA per una struttura riassicurativa rotativa fino a 40 miliardi di dollari di capacità su scafo, merci e responsabilità civile;
- Secondo gli esperti del mercato assicurativo marittimo, potrebbero emergere esposizioni da "constructive total loss" (CTL) nelle polizze hull war qualora una nave restasse privata dell'uso per un periodo continuativo di 12 mesi a seguito di cattura, sequestro o detenzione, un rischio tecnico che gli armatori devono considerare nella pianificazione delle rotte;
- Neil Roberts, responsabile marine e aviazione della Lloyd's Market Association, segnala che i tassi war-risk si sono già mossi "a montagne russe" seguendo l'andamento del prezzo del petrolio, con un ammorbidimento dopo il memorandum d'intesa USA-Iran di giugno seguito da un nuovo rialzo dopo i recenti attacchi, un pattern che richiede monitoraggio quotidiano per gli operatori assicurativi e riassicurativi esposti a questa rotta.