News & BusinessEconomia & Mercati
I mercati ci ripensano: in 24 ore azzerati tutti i guadagni post-tregua in Iran
Cosa è successo
Il cessate il fuoco di due settimane tra Washington e Teheran, annunciato martedì 7 aprile, ha già perso slancio: lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso, e i mercati hanno azzerato in 24 ore i guadagni record del giorno prima. Tutto questo accade nel momento in cui la scarsità di petrolio comincia a farsi sentire in modo concreto in Europa. Anche in caso di risoluzione rapida del conflitto, potrebbero volerci mesi prima di tornare a prezzi energetici nella norma.
• Il Brent è risalito a $97 al barile dopo il crollo del 13% di mercoledì dato che le petroliere non hanno ancora cominciato a passare dallo Stretto;
• L’Iran ha parlato di violazione della tregua dopo che Israele ha bombardato oltre 100 obiettivi in Libano l’8 Aprile;
• Il Nikkei ha chiuso a -0,73%, lo Stoxx 600 ha ceduto lo 0,2%; i futures USA sono in calo dopo i guadagni euforici di 24 ore prima;
• Goldman Sachs avverte: se lo Stretto resta bloccato per un altro mese, il Brent potrebbe stabilizzarsi sopra i $100 per tutto il 2026.
Perché è importante
Una crisi energetica è una doppia minaccia: alimenta l'inflazione — che la Banca d'Italia ha già rivisto al rialzo al 2,6% — e comprime la crescita, stimata ora allo 0,6% per il 2026, tra le più basse d'Europa. Ogni settimana in cui lo Stretto di Hormuz rimane chiuso peggiora entrambe le variabili simultaneamente: i costi energetici erodono il PIL mentre l'inflazione importata obbliga la BCE a considerare ulteriori rialzi dei tassi. Non a caso, le aspettative di mercato sull'Eurozona prezzano già tre rialzi entro fine 2026, con i rendimenti sui Bund a due anni in risalita dopo il rimbalzo di mercoledì seguito all'annuncio del cessate il fuoco.
E adesso?
• Sabato 12 aprile, Islamabad: l'esito del primo round negoziale Usa-Iran definirà il tono dei mercati per la settimana successiva. Un altro “nulla di fatto” riporterà il Brent oltre i $100 e aumenterà ancora di più le stime di inflazione;
• Piazza Affari: monitorare la divaricazione tra titoli utility (A2A, Terna, Italgas, in rialzo) e titoli difesa (Leonardo, Fincantieri, in calo), segnale che il mercato non crede a un'escalation militare diretta, ma nemmeno a una pace stabile;
• Bce, giugno 2026: se il greggio rimane sopra i $95 per altre due settimane, potremmo vedere il primo rialzo dei tassi d’interesse già al prossimo meeting.