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Hormuz ha colpito finora 8 linee assicurative e il mercato irrigidisce le coperture

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Hormuz ha colpito finora 8 linee assicurative e il mercato irrigidisce le coperture

Cos’è successo

Il report Aon identifica il conflitto in Medio Oriente come il principale fattore di instabilità del mercato assicurativo globale nel Q1 2026. La crisi legata allo Stretto di Hormuz sta già producendo effetti concreti e simultanei su più linee di business: marine, aviation, cyber, political violence, trade credit, property, financial lines e travel.

Gli underwriter stanno reagendo in tempo reale irrigidendo le condizioni di copertura: revisione delle clausole war cover, restrizione delle definizioni territoriali, irrigidimento delle hours clauses e maggiore attenzione alle sanction language. Parallelamente, i tempi di placement si stanno allungando e pricing e wording vengono continuamente ricalibrati mentre evolvono gli scenari geopolitici. Aon evidenzia inoltre un secondo fronte di rischio emergente: la concentrazione di esposizioni legate all’infrastruttura AI e ai data center. L’espansione globale della capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale sta creando accumulation issues simultanei nei rami property, construction, energy e cyber. Secondo il report, la capacità assicurativa tradizionale potrebbe non essere sufficiente a coprire la crescita prevista del settore.

Perché conta

Il punto più rilevante del report è che il mercato assicurativo sta iniziando a prezzare il rischio geopolitico prima dei mercati finanziari tradizionali. Joe Peiser, CEO Risk Capital di Aon, definisce la situazione un vero e proprio “early warning signal”.

  • Questo rende il settore assicurativo una delle prime infrastrutture di mercato a reagire agli shock geopolitici sistemici. Quando underwriting, capacity e wording iniziano a irrigidirsi simultaneamente su più linee, significa che il rischio percepito non è più considerato episodico ma strutturale;
  • Il secondo elemento chiave riguarda l’AI infrastructure boom. La crescita esplosiva dei data center sta creando concentrazioni di rischio altamente correlate: costruzione, property, cyber e business interruption convergono sugli stessi asset critici;
  • È un tipo di accumulazione che il mercato non ha ancora realmente testato su larga scala e che potrebbe diventare uno dei principali punti di tensione del prossimo ciclo assicurativo globale.

Adesso

  • Per il settore assicurativo la priorità immediata è doppia. Da un lato, le compagnie devono mappare le esposizioni alla crisi mediorientale andando oltre la semplice localizzazione geografica degli asset. Il rischio si propaga attraverso supply chain energetiche, logistiche e digitali: il problema non è solo “dove” si trovano gli impianti, ma come le interruzioni possono trasmettersi lungo reti globali interconnesse;
  • Dall’altro lato, il mercato dovrà rapidamente sviluppare framework di accumulation management per AI infrastructure e data center. Nei prossimi 12-18 mesi si giocherà una partita strategica importante: chi riuscirà a costruire capacità, expertise di underwriting e wording specializzati su AI e data center potrebbe trovarsi in una posizione dominante quando la domanda di copertura accelererà ulteriormente;
  • Per l’Europa questo tema è particolarmente rilevante perché la crescita dei data center, della cloud infrastructure e delle filiere AI si intreccia direttamente con sicurezza energetica, resilienza cyber e politica industriale europea.

Fonte

https://assets.aon.com/-/media/files/aon/reports/2026/q1-2026-global-insurance-market-insights.pdf

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