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Hormuz blocca 12,7 mb/d e quindi crescono i sinistri su energia e trasporti

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Hormuz blocca 12,7 mb/d e quindi crescono i sinistri su energia e trasporti

Cosa è successo?

Il report Oil Monthly (OM:53, April 2026) dell’Oxford Institute for Energy Studies documenta che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha generato la più grande disruption mensile di offerta petrolifera della storia. Le stime indicano 12,1 milioni di barili/giorno di produzione bloccata a marzo e 12,7 ad aprile, con transiti ancora al 16% dei livelli pre-crisi. Il deficit globale 2026 si amplia a 2,1 mb/d, con un picco di 4,6 mb/d nel secondo trimestre. Il recupero dell’offerta è fortemente asimmetrico: Arabia Saudita torna a piena capacità entro giugno, mentre Iraq e Qatar subiscono perdite strutturali (fino a 937 kb/d e 360 kb/d). Anche nello scenario base, 1,1 mb/d di offerta resteranno persi a fine anno.

Perché è importante?

Il punto chiave è che non si tratta di uno shock temporaneo, ma di una discontinuità strutturale dell’offerta globale. Il mercato petrolifero entra in una fase di dipendenza critica da un singolo chokepoint geopolitico, con capacità di sostituzione limitata (la crescita non-OPEC+ è solo 440 kb/d annui). Per il settore assicurativo, questo configura un evento di accumulo già in corso: sinistri attivi da oltre 55 giorni su marine hull, cargo e business interruption, senza prospettiva di normalizzazione rapida. La combinazione di durata dell’evento, concentrazione geografica e lentezza del recovery rende questo shock particolarmente difficile da riservare e modellare, molto più vicino a una perdita attritiva prolungata che a un evento catastrofale singolo.

E adesso?

Nel breve, il mercato resterà in tensione finché non si normalizzeranno i flussi attraverso Hormuz, variabile geopolitica, non di mercato. Nel medio termine, la disruption accelera la riconfigurazione delle supply chain energetiche e rafforza investimenti in diversificazione e sicurezza energetica. Per gli assicuratori, la priorità è aggiornare i modelli di accumulo e stress test per eventi prolungati e correlati, integrando scenari geopolitici nella valutazione del rischio. La traiettoria è chiara: l’energia diventa un rischio sistemico persistente, e la capacità di prezzare eventi lunghi, complessi e interconnessi diventa un vantaggio competitivo decisivo.

Fonte

https://www.oxfordenergy.org/publications/oies-oil-monthly-issue-53/

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