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Horizon Europe: biodiversità e salute entrano nel perimetro del rischio assicurativo
Cosa è successo?
Un’anticipazione del programma Horizon Europe 2026–2027 (Science|Business, marzo 2026) evidenzia un rafforzamento degli investimenti UE nella ricerca su biodiversità e salute. Sono previsti circa 230 milioni di euro dedicati alla biodiversità (10% del budget UE biennale sul tema), articolati in due call: €95M nel 2026 e €124M nel 2027. I temi includono declino degli invertebrati, impatti dei PFAS, ripristino degli ecosistemi e monitoraggio della biodiversità. Parallelamente, una call da €20M finanzierà un singolo progetto sul nesso biodiversità–salute in ottica One Health.
Perché è importante?
Storicamente, gli investimenti europei in R&D anticipano evoluzioni regolatorie. Il rafforzamento di questi filoni suggerisce che il rischio legato alla biodiversità, oggi ancora poco modellato, potrebbe essere progressivamente integrato in standard normativi, obblighi di disclosure e responsabilità d’impresa. Inoltre, la priorità assegnata al legame tra ecosistemi e salute umana segnala un cambiamento di paradigma: il degrado ambientale viene trattato come rischio sistemico, non più marginale. Questo implica una crescente interconnessione tra rischi ambientali, sanitari ed economici.
E adesso?
Per il settore assicurativo si apre una finestra strategica. Da un lato, è necessario sviluppare modelli più avanzati per il nature-related risk, oggi ancora immaturi rispetto ai rischi climatici. Dall’altro, emergono opportunità per nuovi prodotti (ad esempio coperture parametriche o liability legate alla biodiversità) prima che il mercato diventi competitivo. Nei rami vita, salute e riassicurazione, l’integrazione tra rischio ambientale e salute potrebbe portare a una revisione delle attuali logiche di underwriting, includendo correlazioni oggi non pienamente considerate tra ecosistemi, morbilità e mortalità.