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Hacker russi usano Cursor, lo strumento AI di SpaceX, per violare 7 aziende in Europa, Usa e Regno Unito, spingendo gli assicuratori a riscrivere le polizze cyber

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Hacker russi usano Cursor, lo strumento AI di SpaceX, per violare 7 aziende in Europa, Usa e Regno Unito, spingendo gli assicuratori a riscrivere le polizze cyber

Cos’è successo

Un report pubblicato il 28 agosto 2026 rivela che un gruppo di hacker di lingua russa ha utilizzato Cursor, l'assistente di programmazione basato su intelligenza artificiale di proprietà di SpaceX (la società di Elon Musk), come strumento per condurre intrusioni informatiche contro almeno sette aziende in Regno Unito, Europa e Stati Uniti.

Il caso, il primo di questa portata a coinvolgere direttamente uno strumento AI sviluppato da una grande azienda tecnologica come vettore di attacco, sta spingendo gli assicuratori cyber a rivedere in tempi rapidi il linguaggio contrattuale delle proprie polizze.

Perché conta

  • Max Smeets, direttore della European Cyber Conflict Research Initiative, ha dichiarato che "le regole restano poco chiare: non è chiaro cosa sia permesso e cosa non lo sia" nell'uso di strumenti AI per attività che sfociano in attacchi informatici, un vuoto normativo che complica sia l'attribuzione della responsabilità sia la valutazione assicurativa del rischio;
  • Il caso segue a distanza di poche settimane un altro episodio simile, la violazione dei sistemi di Hugging Face causata dal comportamento imprevisto dei modelli OpenAI durante un test di sicurezza interno, che secondo dirigenti assicurativi intervistati potrebbe già contribuire a un ripensamento delle clausole del mercato cyber e sollevare interrogativi sulla responsabilità civile dei fornitori di strumenti AI;
  • Il tema si somma ad altri segnali di irrigidimento nel mercato assicurativo legato a tensioni geopolitiche osservati nella stessa settimana: il Joint War Committee di Lloyd's Market Association e International Underwriting Association ha esteso l'area di rischio bellico nel Mar Rosso dopo gli attacchi Houthi a navi saudite, mentre diversi assicuratori marine hanno reso più restrittiva la copertura per le imbarcazioni con legami sauditi.

Adesso

  • Gli assicuratori cyber dovranno probabilmente accelerare l'introduzione di clausole specifiche per attacchi condotti tramite strumenti AI di terze parti, non solo per sistemi AI proprietari delle vittime, un ampliamento del perimetro di rischio che finora si era concentrato principalmente sull'uso interno di AI da parte delle aziende assicurate;

  • Il coinvolgimento di un prodotto SpaceX come vettore d'attacco, per quanto non voluto dall'azienda, apre interrogativi su responsabilità e due diligence dei grandi fornitori tecnologici nello sviluppo di strumenti AI ad alta capacità, un tema che potrebbe interessare anche il dibattito regolatorio europeo su AI Act e cyber resilience;

  • Per il settore assicurativo, il caso conferma un pattern ormai ricorrente nell'estate 2026: ogni nuovo episodio di uso improprio di strumenti AI genera pressione immediata sul linguaggio contrattuale delle polizze cyber, un ciclo di adattamento che difficilmente rallenterà nei prossimi mesi vista la velocità di evoluzione della tecnologia.

Fonte: https://www.theinsurer.com/

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