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Global Risks 2025: il mondo entra nella zona rossa

2 min di lettura

Cosa è successo?

Il Global Risks Report 2025 del World Economic Forum mostra un salto di qualità nel profilo di rischio globale: non solo più rischi, ma rischi più interconnessi. Per il 2025 il rischio percepito come più immediato è il conflitto armato tra Stati (23%), davanti a eventi climatici estremi e shock geo-economici. Nel medio periodo (2027) domina la disinformazione, mentre sull’orizzonte decennale il quadro è quasi interamente ambientale: clima estremo, collasso degli ecosistemi e stress dei sistemi terrestri. Il 64% degli esperti descrive il mondo come già entrato in una fase di frammentazione multipolare strutturale.

Perché è importante?

Il punto chiave non è la classifica, ma l’effetto moltiplicatore. Disinformazione e polarizzazione politica aumentano la probabilità di conflitti, riducono la capacità di risposta climatica e indeboliscono la fiducia nelle istituzioni economiche. L’ineguaglianza emerge come rischio “hub”: non è sempre il più grave, ma collega instabilità sociale, populismo, fragilità fiscali e declino demografico—un nodo critico per Europa e Italia.

E adesso?

La gestione del rischio diventa politica industriale e di sicurezza. Le priorità non sono singole emergenze, ma capacità sistemiche: resilienza informativa, adattamento climatico finanziabile, protezione delle supply chain critiche e cooperazione selettiva. Senza queste leve, i rischi non si sommano: si amplificano.

Fonte: https://reports.weforum.org/docs/WEF_Global_Risks_Report_2025.pdf

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