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Gli Usa si preparano ad aprire 2 nuove basi militari in Groenlandia

Cos’è successo
Il presidente americano Donald Trump incontra oggi a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen per la firma di un accordo trilaterale che consentirà agli Stati Uniti di ampliare la propria presenza militare sull'isola artica. Secondo fonti citate da Reuters, l'intesa prevede l'apertura di due nuovi siti militari, Narsarsuaq e Mestersvig, che si aggiungeranno all'attuale base spaziale di Pituffik, l'unica installazione Usa ancora attiva sul territorio groenlandese.
L'accordo arriva al termine di una crisi diplomatica esplosa a gennaio, dopo mesi di pressioni di Trump, che ha più volte ribadito di voler portare la Groenlandia sotto controllo americano senza mai escludere del tutto il ricorso alla forza militare o economica per ottenerla, un'ipotesi respinta dalla stragrande maggioranza dei groenlandesi secondo i sondaggi. Le minacce del presidente Usa avevano messo in allarme la Nato e spinto Danimarca e governo groenlandese ad avviare negoziati serrati con Washington per disinnescare la tensione.
Perché conta
- La mossa segna la prima grande espansione militare Usa sull'isola dalla Guerra Fredda, quando Washington manteneva 17 installazioni e oltre 10 mila militari in Groenlandia: oggi resta attiva solo la base spaziale di Pituffik, con circa 150 militari statunitensi di stanza;
- Narsarsuaq è un'ex base aerea della Guerra Fredda, nota come Bluie West One, chiusa dagli Stati Uniti negli anni Cinquanta e la cui popolazione si è da allora ridotta a poche decine di persone; Mestersvig è invece un avamposto militare oggi utilizzato dallo Slitta Dog Sled Patrol, unità speciale danese che pattuglia le coste nordorientali dell'isola;
- L'intesa segna comunque un ridimensionamento rispetto alle ambizioni iniziali di Trump di un'acquisizione totale della Groenlandia, un'isola con appena 57mila abitanti, sparsi lungo una costa frastagliata, ma dall’altissimo valore strategico nella corsa all’Artico;
Adesso
- Il testo dell'accordo non è stato reso pubblico e, secondo quanto si apprende, i suoi dettagli non saranno definitivi fino alla firma: resta da chiarire se modifichi il trattato di difesa del 1951, finora base giuridica della presenza militare Usa sull'isola, o se costituisca un framework del tutto nuovo;
- Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha dichiarato che l'intesa porrà la sicurezza artica sotto la sorveglianza collettiva della Nato, anziché lasciarla nelle mani di Washington e Copenaghen soltanto. Trump, dal canto suo, ha detto venerdì scorso che l'accordo garantisce agli Stati Uniti "il controllo permanente sulla sicurezza, e su tutte le altre necessità, in Groenlandia”;
- La Danimarca non ha risposto direttamente a questa affermazione, limitandosi a sottolineare che l'intesa rispetta la sovranità del Regno e il diritto all'autodeterminazione della Groenlandia.