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Gli Usa prevedono una spesa di 1,3 trilioni in 20 anni per realizzare Golden Dome, lo scudo missilistico di Trump

Cos’è successo
L'Ufficio di bilancio del Congresso americano ha rilevato che il sistema di difesa missilistica Golden Dome, voluto da Donald Trump, costerà circa 1.200 miliardi di dollari in vent'anni, una cifra superiore alla stima iniziale di 175 miliardi. Nonostante l'imponente investimento previsto per intercettori e sistemi di tracciamento spaziale, il rapporto avverte che la struttura potrebbe risultare vulnerabile a un attacco su vasta scala da parte di Russia o Cina, capaci di saturare le difese e, eventualmente, superarle.
Il progetto, lanciato per contrastare minacce aeree di nuova generazione attraverso tecnologie terrestri, navali e spaziali, ha già visto l'assegnazione dei primi contratti a colossi come SpaceX e Lockheed Martin, generando tuttavia polemiche politiche circa l'impatto finanziario sui cittadini e l'effettiva affidabilità su un territorio così vasto.
Perché conta
La realizzazione di una simile infrastruttura sposta notevolmente gli equilibri della difesa globale ragioni sia strategiche che finanziarie:
- Il divario tra le previsioni di spesa iniziali e i costi reali evidenzia una sfida economica considerevole, che potrebbe portare a una rimodulazione delle risorse da altri settori della spesa pubblica statunitense;
- Lo sviluppo di sensori e intercettori basati nello spazio segna una nuova fase della corsa agli armamenti tecnologici, rendendo obsoleti i precedenti paradigmi di sicurezza nazionale;
- I dubbi sulla reale tenuta del sistema contro avversari di pari livello suggeriscono che la superiorità tecnologica da sola potrebbe non garantire l'invulnerabilità in caso di conflitto globale.
Adesso
- A livello americano sarà importante per Trump giustificare l'importante differenza tra la spesa iniziale prevista e quella effettiva calcolata dal Congresso;
- A livello europeo si profila una forte pressione sui partner della Nato per un massiccio incremento della spesa militare, necessario a integrare i sistemi continentali con la nuova architettura americana o a sviluppare capacità autonome per evitare il rischio di un disimpegno difensivo degli Stati Uniti dall'area atlantica;
- Per quanto riguarda l'Italia lo scenario presenta una duplice faccia poiché da un lato le eccellenze nel settore aerospaziale potrebbero beneficiare di importanti commesse tecnologiche, ma al contempo è probabile che gli americani chiedano – nuovamente – di investire maggiormente nella difesa per restare un alleato di prima fascia.