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Gli incendi possono trasformare una foresta in fonte di CO₂ per 88 anni e ci vogliono decenni per recuperare

Cos’è successo
Uno studio pubblicato su Forest Ecology and Management mostra che le foreste europee rispondono in modo sempre più complesso all’interazione tra riscaldamento globale, siccità, concentrazione di CO₂ e deposizione di azoto. Se considerati singolarmente, questi fattori possono avere effetti prevedibili; combinati, generano invece amplificazioni, effetti di soglia e cambiamenti non lineari.
La ricerca evidenzia che l’aumento della CO₂ può incrementare la fotosintesi fino al 23%, ma il beneficio tende a svanire entro 3-5 anni nelle foreste mature per carenza di nutrienti. Inoltre, eventi estremi come incendi, tempeste e infestazioni possono trasformare una foresta da assorbitore a emettitore netto di carbonio, con tempi di recupero che variano da 2 a 20 anni e casi in cui il pieno recupero climatico richiede fino a 88 anni.
Perché conta
Lo studio mette in discussione l’approccio tradizionale che analizza i rischi climatici in modo separato. Le principali minacce ambientali risultano sempre più interconnesse e capaci di generare perdite simultanee su più fronti.
- Una singola estate caratterizzata da siccità estrema può contemporaneamente ridurre la produttività agricola, aumentare il rischio incendi, indebolire il carbon sink forestale e aggravare il rischio idrogeologico nelle stagioni successive;
- Effetti di soglia e “legacy effects” possono protrarsi per anni, rendendo le perdite cumulative molto superiori a quelle stimate dai modelli basati su eventi isolati;
- Per assicurazioni forestry, agricultural, wildfire e carbon credit il rischio non deriva più da singoli pericoli indipendenti, ma da eventi composti che colpiscono simultaneamente più linee di business.
Adesso
- Assicuratori e riassicuratori potrebbero integrare scenari di compound events nei framework ORSA, superando modelli che assumono indipendenza tra siccità, incendi, alluvioni e perdite agricole;
- La crescente correlazione tra rischi climatici potrebbe ridurre i benefici di diversificazione dei portafogli, aumentando il capitale necessario per coprire eventi estremi sistemici;
- Con il progressivo aumento di temperature, stress idrico e disturbi forestali, i modelli di rischio basati sulle serie storiche potrebbero diventare sempre meno affidabili, favorendo approcci scenario-based e forward-looking nella gestione assicurativa e finanziaria.
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