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Gli assicuratori mutualistici Usa raddoppiano l'utile netto a 42,6 mld nel 2025

Cos’è successo
Secondo un report di AM Best pubblicato il 25 settembre, gli assicuratori mutualistici P&C (property/casualty) statunitensi — 246 tra mutue, scambi reciproci e cooperative assicurative — hanno più che raddoppiato l'utile netto nel 2025, portandolo a 42,6 miliardi di dollari dai 21,3 miliardi del 2024. Il risultato tecnico è passato da una perdita di 7,2 miliardi nel 2024 a un utile di 14,8 miliardi nel 2025, grazie ad aumenti tariffari, ristrutturazione degli sconti e franchigie più alte decisi negli anni precedenti, i cui effetti si sono ora pienamente riflessi nei ricavi.
Il combined ratio del settore è migliorato a 95,2 (da 101,2 nel 2024 e 110,4 nel 2023), mentre i premi netti sono cresciuti di circa il 5% a 364,1 miliardi di dollari — un ritorno alla media pre-pandemica dopo anni di aumenti più marcati.
Perché conta
- Il 2025 è stato il primo anno dal 2015 senza un grande uragano sulla terraferma statunitense, un fattore che ha alleggerito significativamente i conti del settore — pur restando comunque il terzo anno peggiore di sempre per disastri meteorologici da almeno un miliardo di dollari, con 23 eventi di questa portata registrati nell'anno;
- Quasi il 70% dei premi mutualistici è concentrato in due sole linee di business — abitazioni multi-rischio e auto privata — e il ramo abitazioni ha visto il proprio loss ratio migliorare di quasi 14 punti (al 55,7%), compensando un peggioramento di 3,7 punti nella responsabilità civile auto;
- Il patrimonio netto dei sottoscrittori (policyholders' surplus) è salito di 63,8 miliardi di dollari (+15,8%) a 468,1 miliardi — il maggiore incremento annuo registrato negli ultimi cinque anni di rilevazioni AM Best, sostenuto anche da plusvalenze non realizzate sugli investimenti.
Adesso
- Il momentum è proseguito nel primo trimestre 2026, con un utile netto triplicato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (da 4,1 a 12,8 miliardi di dollari) e dividendi ai sottoscrittori saliti da 0,5 a 5,5 miliardi di dollari nello stesso confronto;
- Resta un nodo strutturale irrisolto: la riassicurazione sul ramo casualty rimane rigida, e i riassicuratori mantengono elevati i punti di attacco (attachment point) sul ramo property al di sopra dei livelli di perdita più frequenti — costringendo i mutualistici a trattenere sul proprio bilancio una quota maggiore di volatilità legata ai rischi secondari (uragani non maggiori, incendi, alluvioni localizzate, temporali violenti);
- Il vero banco di prova per il settore sarà la tenuta di questi risultati in un anno con un evento catastrofale di grande scala: i miglioramenti del 2025 riflettono in larga parte l'assenza di un grande uragano, più che una trasformazione strutturale della capacità del settore di assorbire shock di quella portata.