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Geopolitica e assicurazioni: il rischio diventa strutturale
Cosa è successo?
Il Munich Security Report 2026 – Under Destruction descrive una fase di profonda trasformazione dell’ordine internazionale, caratterizzata da crescente frammentazione geopolitica, indebolimento delle regole multilaterali e ritorno a logiche di potenza e accordi transazionali. Secondo il Munich Security Index, guerre commerciali, tensioni geopolitiche e instabilità economica sono ormai percepite tra i principali rischi sistemici sia nei Paesi G7 sia nelle economie emergenti. Parallelamente, la sicurezza si amplia oltre il conflitto militare tradizionale includendo minacce ibride come cyberattacchi, coercizione economica e disinformazione, mentre la progressiva riduzione della centralità delle garanzie di sicurezza statunitensi contribuisce ad aumentare la dispersione del rischio sovrano e l’incertezza macroeconomica globale.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo questo segnala un cambiamento strutturale nella natura del rischio. La geopolitica non rappresenta più uno shock episodico, ma una componente permanente dell’underwriting, con effetti diretti su trade credit, political risk, marine e business interruption. L’aumento della correlazione tra rischi geopolitici, economici e cyber riduce i benefici di diversificazione dei portafogli e rende più complessa la modellizzazione delle perdite, mentre la diffusione delle minacce ibride amplia l’esposizione assicurativa a eventi difficilmente delimitabili.
E adesso?
Gli assicuratori saranno sempre più chiamati a operare come ammortizzatori sistemici in un contesto multipolare e meno prevedibile. Ciò implica pricing più dinamico, maggiore attenzione al rischio sovrano e integrazione di scenari geopolitici nei modelli di capitale e riassicurazione. In un mondo meno regolato e più frammentato, la capacità di gestire volatilità politica e sicurezza economica diventa un fattore competitivo centrale per la sostenibilità dei portafogli assicurativi.