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Geoeconomia in prima linea: quando la geopolitica entra nel bilancio assicurativo
Cosa è successo?
Nel Global Risks Report 2026 del World Economic Forum, la confrontazione geoeconomica emerge come rischio globale numero uno nel breve periodo: il 18% degli intervistati la indica come principale minaccia per il 2026, con una permanenza ai vertici almeno fino al 2028. Sedici Paesi la collocano tra i cinque rischi nazionali più rilevanti. Il report descrive una normalizzazione di strumenti coercitivi (sanzioni, dazi, controlli sugli investimenti, restrizioni tecnologiche e finanziarie) che non sono più risposte eccezionali, ma elementi strutturali del sistema economico globale.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, la geoeconomia diventa un rischio di bilancio. Linee come political risk, trade credit, marine, cyber e supply-chain passano da prodotti specialistici a coperture macro-critiche. Allo stesso tempo aumentano volatilità dei sinistri, clausole di esclusione, ritiri riassicurativi e incertezza contrattuale. Il paradosso è evidente: l’esposizione cresce dove la capacità assicurativa si ritira, ampliando il rischio di sottoassicurazione sistemica.
E adesso?
Le assicurazioni devono integrare la geopolitica nei modelli di underwriting, pricing e capitale: monitoraggio in tempo reale delle sanzioni, coperture parametriche, maggiore uso di riassicurazione strutturata e cooperazione pubblico-privato. In un mondo frammentato, la resilienza assicurativa dipende dalla capacità di trattare la geopolitica come un fattore finanziario permanente, non come uno shock episodico.
Fonte: https://reports.weforum.org/docs/WEF_Global_Risks_Report_2026.pdf