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Fino al 2,7% delle proteine di una pianta può diventare 'carne' aprendo la nuova frontiera del food biotech
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Cos’è successo
Un gruppo dell’Imperial College London ha utilizzato i cloroplasti, le strutture cellulari con cui le piante fanno fotosintesi, come piccole “fabbriche biologiche” per produrre mioglobina animale, una delle proteine che contribuiscono a colore, sapore e proprietà nutrizionali della carne.
La mioglobina suina ha raggiunto il 2,7% delle proteine solubili totali nel tabacco e l’1,5% nella lattuga. È la prima dimostrazione di produzione stabile di mioglobina animale nei cloroplasti di piante superiori.
Perché conta
- Le piante diventano bioreattori. Non si tratta semplicemente di creare un burger vegetale: l’obiettivo è produrre direttamente nelle piante vere proteine di origine animale;
- La mioglobina è particolarmente interessante perché contribuisce ad alcune delle caratteristiche che rendono la carne difficile da replicare con ingredienti vegetali tradizionali;
- Il 2,7% è un proof-of-concept, non ancora una filiera industriale. Nel prodotto purificato dal tabacco solo circa il 35% della mioglobina legava correttamente il gruppo eme, contro circa l’80% della proteina prodotta in E. coli: c’è quindi ancora un importante collo di bottiglia biologico.
Adesso
I passaggi decisivi per la fase successiva sono i seguenti.
- Ottimizzare la disponibilità dell’eme e aumentare ulteriormente la resa;
- Trasferire la tecnologia verso piante commestibili, come già suggerisce il risultato ottenuto nella lattuga;
Capire se produzione, purificazione e scale-up possano diventare economicamente competitivi rispetto a fermentazione di precisione e carne coltivata.