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Fino a 2.000 navi e 40 mld di asset bloccati a Hormuz mettono sotto pressione il mercato assicurativo marittimo

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Fino a 2.000 navi e 40 mld di asset bloccati a Hormuz mettono sotto pressione il mercato assicurativo marittimo

Cos’è successo

Un’analisi di Aon evidenzia come l’escalation geopolitica nello Stretto di Hormuz stia aumentando pressione su shipping globale, energia e assicurazioni marine. Secondo il report, nello stretto sarebbero rimaste bloccate fino a 1.500-2.000 navi, con valori assicurati stimati tra $35 e $40 miliardi solo per gli asset navali.

Lo Stretto di Hormuz movimenta una quota critica di petrolio e LNG mediorientale, ma la sua vulnerabilità geografica, appena 33 miglia nel punto più stretto e poche miglia realmente navigabili, lo rende uno dei principali choke point commerciali globali. L’aumento dei prezzi energetici e dei costi di navigazione sta già colpendo trasporti, supply chain e consumatori finali.

Perché conta

La crisi nello Stretto di Hormuz sta diventando uno stress test reale per il mercato assicurativo marittimo globale. Il nodo non riguarda solo il conflitto geopolitico, ma la capacità dell’industria di continuare a garantire commercio internazionale e copertura dei rischi.

  • Marine insurance e war risk cover restano fondamentali per mantenere operativi shipping, energia e logistica globale, ma frequenza e severità dei rischi geopolitici stanno aumentando rapidamente;
  • L’elevata concentrazione di asset e cargo nell’area crea forti rischi di accumulo per gli assicuratori, soprattutto nei segmenti hull, cargo, liability e pollution risk;
  • Il rialzo dei costi energetici e logistici si trasmette rapidamente all’economia reale: alcuni operatori navali segnalano aumenti dei costi carburante fino a $500 milioni al mese, destinati a essere trasferiti ai clienti finali.

Adesso

  • Gli assicuratori potrebbero continuare a rivedere pricing, clausole war risk e gestione dell’accumulo nelle rotte mediorientali, mantenendo però aperta la capacità assicurativa per evitare il blocco del commercio globale;
  • Le imprese saranno spinte a rafforzare contingency planning, diversificazione delle supply chain e resilienza logistica dopo anni di shock consecutivi: Covid, Suez, Russia-Ucraina e ora Hormuz;
  • Con la crescente frammentazione geopolitica, marine insurance, political risk e supply chain resilience potrebbero diventare segmenti centrali della nuova economia della sicurezza commerciale globale.

Fonte

https://www.aon.com/en/insights/podcasts/on-aon-episode-112-how-insurance-shapes-trade-in-the-strait-of-hormuz

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