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Fino a 1.700 petroliere della “shadow fleet” russa continuano a operare grazie a reti assicurative collegate ai mercati europei

Cos’è successo
Un’inchiesta pubblicata da POLITICO Europe evidenzia che parte della flotta ombra utilizzata dalla Russia per esportare petrolio aggirando le sanzioni occidentali potrebbe continuare a beneficiare indirettamente di coperture assicurative e finanziarie riconducibili ai mercati europei. Secondo gli analisti citati, la rete comprende circa 1.700 navi che operano attraverso strutture societarie opache, intermediari e meccanismi assicurativi complessi.
Il dossier arriva mentre l’UE prepara il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Bruxelles punta a colpire non solo le navi ma anche l’infrastruttura finanziaria, assicurativa e marittima che consente alla Russia di continuare a esportare petrolio e finanziare lo sforzo bellico in Ucraina.
Perché conta
L’inchiesta mostra che il nodo centrale non sono più le petroliere, ma i servizi finanziari e assicurativi che permettono loro di operare. La sfida per l’UE è colpire le reti di supporto senza danneggiare i propri mercati.
- Secondo gli esperti, la responsabilità potenziale associata alla shadow fleet vale miliardi di dollari e parte del rischio potrebbe essere trasferita indirettamente tramite riassicurazione, strutture assicurative secondarie o altri strumenti finanziari;
- Le esportazioni petrolifere restano la principale fonte di finanziamento della guerra russa, rendendo la shadow fleet uno degli obiettivi strategici delle nuove sanzioni europee;
- Le petroliere coinvolte sono spesso vecchie e scarsamente manutenute, aumentando il rischio di incidenti ambientali e sversamenti con potenziali costi molto elevati per assicuratori e operatori marittimi.
Adesso
- I leader europei discuteranno il nuovo pacchetto sanzionatorio nelle prossime settimane, con particolare attenzione a compagnie assicurative, intermediari finanziari e fornitori di servizi marittimi coinvolti nell’elusione delle restrizioni;
- Bruxelles sta adottando un approccio sempre più focalizzato sulla “plumbing” finanziaria delle sanzioni, cercando di individuare i flussi di denaro che sostengono le esportazioni energetiche russe;
- Un eventuale grande incidente ambientale causato da una nave della shadow fleet potrebbe accelerare l’introduzione di controlli più severi, requisiti assicurativi rafforzati e nuove misure contro i soggetti che finanziano o assicurano queste operazioni.
Fonte
https://www.politico.eu/article/russia-shadow-fleet-oil-sanctions-eu-insurance/