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Europa, ambiente e assicurazioni: quando il rischio corre più veloce della copertura

2 min di lettura

Cosa è successo?

Il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente Europe’s environment and climate 2025 fotografa un’accelerazione netta dei rischi climatici e naturali rispetto alla capacità di risposta economica e assicurativa. Tra il 1980 e il 2023, gli eventi meteo-climatici estremi hanno causato circa 738 miliardi di euro di perdite economiche nell’UE; di questi, 162 miliardi si concentrano nel solo triennio 2021–2023, segnalando una forte intensificazione recente. Le perdite annue medie del periodo 2020–2023 sono 2,5 volte superiori a quelle del decennio precedente. In parallelo, oltre il 50% dei danni resta non assicurato nella maggior parte dei Paesi UE, con un protection gap in espansione. A questo si aggiunge il deterioramento del capitale naturale: il 72% delle imprese dell’area euro dipende in modo critico da servizi ecosistemici, il 75% dei prestiti bancari è esposto a settori legati alle risorse naturali, mentre suoli, habitat e risorse idriche mostrano livelli diffusi di degrado e stress.

Perché è importante?

Per il settore assicurativo europeo, il report segnala un punto di frizione strutturale. Il rischio climatico e quello legato alla natura non sono più eventi marginali ma fattori sistemici che aumentano correlazione delle perdite, pressione sui bilanci e fragilità dei modelli di diversificazione. L’assicurazione tradizionale basata su indennizzo ex post fatica a reggere in aree ad alto rischio, spingendo verso franchigie più elevate, esclusioni o ritiri geografici. Al tempo stesso, il ritardo degli investimenti pubblici in adattamento trasferisce sugli assicuratori una parte crescente del peso della resilienza.

E adesso?

La sostenibilità dell’assicurabilità in Europa dipenderà meno dalla sola capacità di pricing e più da prevenzione, adattamento e coordinamento pubblico-privato. Parametriche, pool, soluzioni assicurative legate a infrastrutture di protezione, resilience bond e nature-based solutions diventeranno strumenti centrali. Gli assicuratori evolveranno sempre più in finanziatori e ingegneri della resilienza, perché senza adattamento il perimetro stesso dell’assicurabile è destinato a restringersi.

Fonte: https://www.eea.europa.eu/en/europe-environment-2025/main-report

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