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Euro digitale verso il trilogo con 1,3 mld già investiti dalla BCE e il nodo del tetto ai depositi ancora aperto

Cos’è successo
Dopo tre anni, la commissione ECON del Parlamento europeo adotta la sua posizione sull'euro digitale con 43 voti a 14 e un astenuto aprendo il negoziato con il Consiglio. Una sconfitta per il relatore stesso, Fernando Navarrete (PPE), a lungo scettico: voleva un euro digitale ridotto al solo uso offline.
Lo scontro tra Banca centrale europea e banche commerciali si chiude in commissione e si riapre al tavolo del trilogo, dove resta irrisolto un nodo decisivo: chi fissa il tetto di detenzione, il limite che decide quanti depositi l'euro digitale può sottrarre alle banche.
Perché conta
Il voto non spegne le tensioni del dossier: le sposta nel trilogo, dove ogni nodo ha una geometria politica propria. E da come si ricompongono dipende la tenuta del calendario — pilota nel 2027, prima emissione nel 2029 — che regge solo se il regolamento passa entro il 2026.
- Su chi controlla il tetto, Parlamento e Consiglio partono distanti. Il Consiglio lo affida alla BCE, entro un massimale concordato e rivisto ogni due anni; ECON lo sposta alla Commissione, su raccomandazione BCE, rivendicando per il Parlamento pieno potere decisionale. Non è un tecnicismo: è la leva che fissa quanto l'euro digitale può drenare dai conti bancari;
- Il conto cresce a ogni mese di rinvio. La BCE mette in conto circa 1,3 mld di investimento fino al lancio e 320 mln l'anno di gestione dal 2029; e una volta autorizzato il regolamento, prima dell'uso reale servono almeno 24 mesi di roll-out. Ogni slittamento del trilogo allunga la spesa molto prima del ricavo;
- La maggioranza di oggi non è quella di domani. Sul doppio binario online-offline il blocco progressista (S&D, Verdi, Left) e Renew hanno marciato insieme contro il relatore; ma sul tetto le strade divergono — Renew guarda al Consiglio, S&D alla Commissione. Un'alleanza che può sfaldarsi appena il negoziato entra nel dettaglio.
Adesso
- Breve termine (inizio luglio 2026): il via libera di ECON ha già spedito i negoziatori al trilogo; i mandati formali sui tre testi si annunciano a inizio plenaria di luglio. La domanda da tenere d'occhio è chi guida per il Parlamento: Navarrete resta formalmente al timone pur sconfitto in aula. Da qui dipende se porterà al tavolo la linea della maggioranza o la sua;
- Medio termine (H2 2026, trilogo): seguire se Parlamento e Consiglio convergono sul meccanismo del tetto. Conta perché fissa le condizioni con cui gli operatori potranno distribuire l'euro digitale. Ed è anche la finestra in cui si gioca Bancomat: il relatore lega esplicitamente l'impianto al riuso delle infrastrutture di accettazione già esistenti.
- Lungo termine (2027–2029): verificare se il trilogo chiude davvero entro il 2026, perché è la condizione che tiene in piedi il calendario di pilota ed emissione. Ogni ritardo fa scorrere in avanti i 24 mesi di roll-out e i costi che li accompagnano. L'esito decide se l'euro digitale arrivi prima o dopo che i circuiti privati paneuropei si siano già presi il mercato.