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Escalation nel Golfo: cancellazioni e rincari sulle coperture war risk nel marine
Cosa è successo?
L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha spinto il mercato assicurativo marittimo a rivedere drasticamente le coperture war risk nell’area del Golfo. Skuld ha emesso una notifica di cancellazione a 72 ore per le coperture guerra relative a Iran e Golfo Persico, citando il ritiro di capacità riassicurativa e l’aumento dell’incertezza geopolitica. Broker internazionali stimano rincari tra il 25% e il 50% per le polizze hull nelle rotte interessate, con revisione o ritiro delle additional premiums per i transiti nello Stretto di Hormuz, dove transita circa il 20% dell’offerta globale di petrolio e una quota significativa di LNG.
Perché è importante?
Il mercato non sta assistendo a un ritiro sistemico della capacità, ma a una rapida riprezzatura del rischio. La pressione deriva dall’aggregazione delle esposizioni e dalla sensibilità del capitale riassicurativo ai rischi di guerra. Le clausole di cancellazione a 48 o 72 ore accentuano la volatilità, obbligando armatori e charterer a cercare coperture alternative a condizioni più onerose o a riconsiderare le rotte. Il rischio di boarding, sequestro o chiusura di Hormuz impatta non solo hull e P&I war extensions, ma anche cargo, trade credit e linee energetiche.
E adesso?
Se l’escalation dovesse intensificarsi, con perdite significative o conflitto prolungato, sono probabili ulteriori rialzi e restrizioni di capacità. Le deviazioni già in atto dal Mar Rosso verso il Capo di Buona Speranza, sommate al rischio nel Golfo, potrebbero generare congestione, aumento dei noli e maggiore pressione sui premi assicurativi. L’evoluzione del quadro militare e la risposta riassicurativa saranno determinanti per stabilizzare o amplificare la volatilità nel marine insurance globale.