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Energia solare: da trend energetico a superciclo industriale
Cosa è successo?
Un’analisi pubblicata da Exponential View (“The case for radical solar optimism”, Azeem Azhar & Hannah Petrovic, 12 marzo 2026) sostiene che la transizione energetica guidata dal solare stia entrando in una fase di accelerazione strutturale, più simile a un superciclo tecnologico che a un semplice trend lineare. Il costo dei moduli fotovoltaici è sceso da circa 1.000 dollari per watt nel 1958 a circa 0,07 dollari oggi, seguendo un learning rate del 23,7% per ogni raddoppio della produzione cumulativa, un ritmo rimasto stabile per quasi cinque decenni. Già nel 2023 l’energia solare ha superato i combustibili fossili in termini di costo, risultando circa il 56% più economica in molti contesti energetici.
Perché è importante?
Questo cambiamento implica una trasformazione strutturale del rischio energetico globale. Storicamente, il settore energetico era associato alla volatilità dei prezzi del petrolio e del gas. Con il rapido calo dei costi del solare, il sistema energetico potrebbe invece evolvere verso un modello di energia sempre più abbondante e a basso costo marginale. Per il settore assicurativo ciò significa che i portafogli legati ai combustibili fossili (ad esempio asset industriali, trasporto marittimo o infrastrutture energetiche tradizionali) potrebbero affrontare un deterioramento progressivo del profilo di rischio, mentre gli asset rinnovabili richiedono modelli di valutazione e sottoscrizione ancora in fase di sviluppo.
E adesso?
Il documento suggerisce che il calo dei costi dell’energia solare potrebbe rendere economicamente sostenibili nuovi settori industriali ad alta intensità energetica, come dissalazione, idrogeno verde, acciaio a basse emissioni e tecnologie di cattura diretta della CO₂. Nel complesso, questi mercati potrebbero generare una domanda energetica potenziale di circa 135.000 TWh l’anno, pari a oltre cinquanta volte l’attuale produzione solare globale. Per le assicurazioni questo apre nuovi spazi di mercato ma anche nuove sfide: molte di queste tecnologie non hanno ancora storici di perdita, benchmark attuariali o standard assicurativi consolidati, richiedendo quindi lo sviluppo anticipato di modelli di rischio e prodotti assicurativi dedicati.