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EM & assicurazioni: shock energetico, selettività e nuovi rischi sistemici nei portafogli
EM & assicurazioni: shock energetico, selettività e nuovi rischi sistemici nei portafogli
Cosa è successo?
Il report “Spotting pockets of EM resilience” del BlackRock Investment Institute (aprile 2026) analizza l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui mercati emergenti. La chiusura de facto dello Stretto di Hormuz, snodo per circa il 20% di petrolio e LNG globali, ha generato uno shock energetico asimmetrico: paesi importatori (Asia, India, Corea) sotto pressione, esportatori (America Latina) più resilienti. Il Brent si stabilizza sopra $100, mentre i mercati scontano una normalizzazione futura. BlackRock propone una strategia chiara: overweight sul debito EM in hard currency e selettività sugli equity, privilegiando energia, minerali critici e filiere legate all’AI. Parallelamente, evidenzia il ruolo delle “mega forces” (AI, geopolitica, transizione energetica) nel ridefinire la resilienza dei paesi oltre la semplice distinzione importatori/esportatori.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, il report segnala una riallocazione del rischio nei portafogli globali. Da un lato, il debito EM in hard currency emerge come asset relativamente stabile, grazie a minore esposizione valutaria e duration ridotta, rilevante per portafogli vita e previdenziali. Dall’altro, aumenta la complessità del rischio: shock energetici, inflazione e tensioni geopolitiche si combinano con driver strutturali (AI, supply chain di materie prime critiche), creando esposizioni non lineari. Inoltre, la resilienza di alcuni mercati (es. Corea del Sud o Cina) dipende da fattori tecnologici e industriali, non energetici, rendendo i modelli di allocazione tradizionali meno efficaci. Il risultato è un rischio di mispricing nei portafogli assicurativi che non integrano queste nuove dinamiche.
E adesso?
Per assicuratori e asset manager, diventa essenziale adottare un approccio più granulare e tematico nella gestione degli attivi. Questo implica: integrazione delle “mega forces” nei modelli di investimento, maggiore selettività geografica e settoriale e attenzione ai rischi indiretti (energia, supply chain, materie prime critiche per AI). Sul fronte obbligazionario, l’esposizione a debito EM in dollari può offrire stabilità relativa in un contesto di volatilità globale. Parallelamente, sarà cruciale monitorare l’evoluzione dell’inflazione e delle politiche monetarie (Fed e BCE), che influenzano direttamente la redditività dei portafogli assicurativi. In prospettiva, chi integra geopolitica, energia e tecnologia nello stesso framework decisionale potrà navigare meglio la frammentazione dei mercati emergenti; chi resta su logiche macro aggregate rischia di perdere le sacche di resilienza e sottovalutare i nuovi driver di rischio.