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Disastri climatici: record 49% delle perdite assicurate, ma l'altra metà è scoperta

Cos’è successo
Il nuovo report Swiss Re Institute “Natural catastrophes in 2025” mostra che nel 2025 il protection gap globale, ossia la quota di perdite economiche non coperta da assicurazione, è rimasto enorme: circa 112 miliardi di dollari, pari al 51% delle perdite complessive da catastrofi naturali. Anche se la quota assicurata ha raggiunto il massimo storico del 49%, il dato è stato trainato soprattutto dalla forte penetrazione assicurativa negli Stati Uniti, in particolare su wildfire e tempeste convettive severe.
Nelle economie emergenti, tra l’80% e il 90% delle perdite resta non assicurato. Ma anche nei mercati avanzati il problema rimane rilevante: in California, ad esempio, solo il 12% delle abitazioni aveva una copertura terremoto nel 2024, contro il 30% registrato nel 1994. Parallelamente, il report documenta però che le misure di mitigazione fisica funzionano concretamente e possono ridurre drasticamente frequenza e severità dei sinistri.
Perché conta
Swiss Re porta evidenze quantitative molto forti sul fatto che adattamento e resilienza fisica riescono realmente a piegare la curva delle perdite assicurative.
- Le abitazioni costruite o adattate secondo gli standard IBHS Fortified hanno registrato una riduzione del 55-70% nella frequenza dei sinistri e del 14-40% nella severità durante eventi estremi, con loss ratio inferiori del 51-72% rispetto alle case tradizionali durante l’uragano Sally del 2020;
- Anche le infrastrutture pubbliche mostrano impatti enormi: il tunnel di deviazione del fiume Sihl a Zurigo, costato 175 milioni di franchi svizzeri, ha ridotto il rischio alluvionale di circa il 99%, con un rapporto benefici/costi stimato a 38:1. Per le alluvioni europee, Swiss Re stima che gli investimenti in adattamento abbiano già ridotto le perdite economiche del 63% dal 1950, soprattutto nell’Europa centro-occidentale;
- Per il settore assicurativo questo cambia profondamente il paradigma. Il rischio climatico non può più essere gestito soltanto tramite pricing o riassicurazione: la mitigazione fisica diventa parte integrante del modello assicurativo stesso. La sostenibilità tecnica dei portafogli property dipenderà sempre di più dalla capacità di incentivare comportamenti e infrastrutture resilienti.
Adesso
- Swiss Re segnala che il vero rischio sistemico di lungo periodo non è il singolo evento estremo, ma la progressiva uninsurability di intere aree geografiche dove il rapporto tra premi e perdite attese diventa economicamente insostenibile;
- Per questo stanno emergendo nuovi modelli ibridi pubblico-privati. In Louisiana, le abitazioni Fortified ottengono già sconti assicurativi tra il 7% e il 24%;
- In Germania, il modello GDV( copertura catastrofi naturali embedded nelle polizze casa con meccanismo pubblico-privato di riassicurazione dei rischi estremi) viene indicato come uno dei framework più avanzati da monitorare.
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