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Deforestazione invisibile: riso, mais e manioca emergono come nuovo rischio per assicurazioni e trade credit

2 min di lettura

Cosa è successo?

Uno studio pubblicato su Nature Food (“Global patterns of commodity-driven deforestation and associated carbon emissions”, Singh & Persson, 2026) mostra che alcune colture fondamentali per la sicurezza alimentare globale (riso, mais e manioca) contribuiscono in modo significativo alla deforestazione globale. Secondo il modello DeDuCE, queste colture rappresentano circa l’11% della deforestazione mondiale tra il 2001 e il 2022, superando ampiamente la quota combinata di commodity spesso al centro del dibattito ambientale, come cacao (2%), caffè (1%) e gomma (1%). Tuttavia, a differenza di prodotti come soia, olio di palma o carne bovina, queste colture non sono incluse nei principali framework normativi sulla deforestazione, come il regolamento europeo EUDR.

Perché è importante?

La deforestazione associata alle colture staple è difficile da individuare perché non si concentra in pochi hotspot geografici, ma è distribuita globalmente. Questo rende meno efficaci i modelli di valutazione del rischio basati sulla localizzazione geografica delle supply chain, utilizzati da banche e assicurazioni per individuare esposizioni legate alla deforestazione. Inoltre, la qualità dei dati agricoli in molte regioni, soprattutto in Africa subsahariana, è limitata. Paesi come Repubblica Democratica del Congo e Nigeria presentano indicatori di qualità statistica particolarmente bassi, suggerendo che la reale entità del fenomeno potrebbe essere sottostimata.

E adesso?

Per il settore assicurativo questo scenario implica rischi emergenti nelle polizze agricole, nel credito commerciale e nelle assicurazioni cargo. Le filiere legate a riso, mais e manioca, soprattutto in Africa e Asia meridionale, potrebbero oggi non attivare alcun segnale nei sistemi di due diligence ESG, creando potenziali concentrazioni di rischio non rilevate nei portafogli. Inoltre, per gli investitori esposti a strumenti di carbon finance o green bond, l’assenza di monitoraggio su queste commodity aumenta il rischio di greenwashing, con aziende formalmente conformi alle normative ma comunque coinvolte in dinamiche di deforestazione attraverso filiere agricole non regolamentate.

Fonte: https://www.nature.com/articles/s43016-026-01305-4

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