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Dal 30 settembre chi subisce un danno da AI può citare direttamente l'assicuratore del responsabile

Cos’è successo
È in vigore dal 30 settembre il Decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre. Attua parte della delega della legge 132/2025 per adeguare l'Italia all'AI Act (Regolamento UE 2024/1689). Per le assicurazioni conta l'articolo 20: il danneggiato ha azione diretta contro l'impresa che copre la responsabilità civile del convenuto, nei limiti delle somme per cui il contratto è stipulato. Prima di agire può chiedere al presunto responsabile se ha una polizza, e questi comunica entro 30 giorni l'esistenza del contratto, i suoi estremi e l'impresa. All'assicuratore restano opponibili le eccezioni contrattuali anteriori al sinistro e l'azione ha la stessa prescrizione di quella verso il responsabile. Secondo gli studi legali che hanno commentato il testo, il meccanismo riprende, con adattamenti, quello della RC auto.
Il decreto interviene anche sulla prova: quando il danno deriva dalla violazione di obblighi dell'AI Act il nesso di causalità è presunto, salvo prova contraria, e la conformità al regolamento, anche se certificata, non esclude di per sé la responsabilità.
Perché conta
- Le polizze di responsabilità civile diventano azionabili direttamente per danni da AI proprio mentre i testi contrattuali sono incerti: a Rotterdam il presidente di FERMA, la federazione europea dei risk manager, ha denunciato in questi giorni che il termine "AI" è "quasi inesistente" nelle polizze;
- Maddalena Rabitti, consigliera IVASS, ha avvertito all'Insurance Day del 6 ottobre che molte imprese usano le stesse tecnologie e infrastrutture, e che il rischio di concentrazione aumenta la potenziale dannosità: le compagnie devono presidiare il rischio proprio e monitorare quello sistemico, mantenendo "la piena responsabilità delle scelte". L'AI agentica, ha detto, "può andare oltre il sentiero tracciato";
- Antonio De Pascalis (IVASS) ha ricordato il limite a monte il 22 settembre: "il diritto può imporre una responsabilità, non l'assicurabilità". Prezzare un rischio senza storia statistica consolidata e in rapida evoluzione resta il nodo per gli assicuratori.
Adesso
- Le imprese che usano sistemi AI dovranno rivedere le coperture di responsabilità civile, ora esposte all'azione diretta del danneggiato, e gli assicuratori dovranno chiarire cosa coprono o escludono;
- L'effetto concreto dipenderà anche dal calendario dell'AI Act: gli obblighi sui sistemi ad alto rischio sono slittati al 2 dicembre 2027 (Regolamento UE 2026/1744), mentre divieti e obblighi di trasparenza già si applicano;
- Per le compagnie l'AI diventa così una voce di governance con conseguenze giuridiche dirette: IVASS chiede di conoscere e controllare le tecnologie usate e di non delegare le decisioni in modo opaco, anche nella liquidazione dei sinistri, dove un indennizzo negato può essere contestato in giudizio contro la compagnia.