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Da 7 giorni a 3 settimane di conservazione, le piastrine refrigerate potrebbero triplicare la disponibilità per i pazienti

Cos’è successo
Oggi le piastrine donate vengono conservate di solito a temperatura ambiente, con una shelf-life di 5-7 giorni. Questo crea un problema enorme di disponibilità e spreco. In uno studio su 1.000 pazienti, condotto in 27 ospedali negli Stati Uniti e in Australia, piastrine refrigerate fino a 3 settimane sono risultate efficaci quanto le piastrine standard nel trattamento del sanguinamento in chirurgia cardiaca. I ricercatori stimano che questo approccio potrebbe più che triplicare la disponibilità di piastrine per pazienti emorragici.
Negli Stati Uniti vengono raccolte circa 2,5 milioni di unità di piastrine a temperatura ambiente ogni anno, e una quota significativa viene sprecata proprio per la breve durata di conservazione.
Perché conta
- È innovazione logistica con impatto clinico. Non sempre il progresso arriva da un nuovo farmaco. A volte arriva dal modo in cui conserviamo e distribuiamo meglio una risorsa già esistente;
- Può ridurre sprechi e aumentare accesso. Una durata di 3 settimane renderebbe più semplice mantenere scorte anche in ospedali rurali o non metropolitani, dove oggi tenere piastrine disponibili è difficile.
Rafforza la resilienza della supply chain ematica; - Emergenze, traumi, chirurgia complessa e sanguinamenti gravi dipendono dalla disponibilità immediata di emocomponenti. Più shelf-life, ovvero possibilità di aumentare il periodo di conservazione, significa più margine operativo.
Adesso
- Scenario prudente: prima la revisione regolatoria. Reuters riporta che i risultati sono già in revisione da parte della FDA e di regolatori in altri Paesi. Prima dell’adozione serve validazione normativa;
- Scenario forte: cambiano le scorte ospedaliere. Se approvate, le piastrine refrigerate potrebbero modificare la gestione delle banche del sangue, soprattutto fuori dai grandi centri;
- La metrica da monitorare sarà l’impatto sul sistema. Non basta dimostrare efficacia clinica. Bisogna vedere se si riducono sprechi, shortage, tempi di accesso e mortalità nei pazienti emorragici.