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Cyber risk e assicurazione: da rischio specialistico a rischio sistemico
Cosa è successo?
Il World Economic Forum – Global Cybersecurity Outlook 2026 fotografa un salto di qualità nel rischio cyber: più frequente, più interconnesso e sempre meno diversificabile. L’87% dei rispondenti indica le vulnerabilità legate all’IA come il rischio cyber in più rapida crescita nel 2025–26. Il 77% segnala un aumento di frodi e phishing abilitati dal cyber, mentre il 73% dichiara di essere stato colpito direttamente o indirettamente nell’ultimo anno. La dimensione geopolitica è ormai strutturale: il 64% delle organizzazioni integra nei propri scenari attacchi cyber a matrice statale, inclusa la disruption di infrastrutture critiche. In parallelo, cala la fiducia nella capacità di risposta pubblica: il 31% non ha fiducia nella preparedness del proprio Paese, in aumento rispetto al 26% dell’anno precedente.
Perché è importante?
Il cyber risk sta passando da perdita idiosincratica a rischio sistemico correlato. Cloud condivisi, software comuni e strumenti di IA creano accumulazioni di rischio che mettono in crisi i presupposti di diversificazione dei portafogli assicurativi. Il profilo di perdita assomiglia sempre più a quello di una catastrophe risk, non di una liability tradizionale.
E adesso?
Per gli assicuratori cyber, la risposta sarà strutturale: sottolimiti più stringenti, definizioni di evento più precise, maggiore uso di parametric triggers e sperimentazione di pool sistemici. Senza architetture di risk sharing, la capacità resterà il vero vincolo alla crescita del mercato.
Fonte: https://reports.weforum.org/docs/WEF_Global_Cybersecurity_Outlook_2026.pdf