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Cyber insurance: l’assicurabilità passa dalla resilienza operativa
Cosa è successo?
Il Global Cybersecurity Outlook 2026 del World Economic Forum mostra che l’assicurabilità del rischio cyber è sempre più legata alla maturità della resilienza, non alla semplice presenza di controlli formali. Solo il 19% delle organizzazioni dichiara una resilienza cyber superiore ai requisiti minimi (in aumento rispetto al 9% del 2025, ma ancora una netta minoranza). I principali colli di bottiglia sono strutturali: il 46% indica le vulnerabilità di terze parti e supply chain come il maggiore ostacolo, mentre il 45% segnala carenze di competenze. Le organizzazioni più resilienti mostrano pratiche nettamente diverse: il 70% integra la sicurezza nei processi di procurement (contro il 31% delle meno resilienti), il 59% valuta la maturità cyber dei fornitori (vs 31%) e il 44% svolge simulazioni di incidente congiunte (vs 6%). Intanto, il 77% utilizza l’IA per la cybersecurity, ma il 54% ammette di non avere competenze sufficienti per gestirla in sicurezza.
Perché è importante?
Il cyber insurance sta evolvendo da trasferimento del rischio a assicurabilità condizionata. Governance, gestione della supply chain, controllo dell’IA e capacità di risposta diventano fattori determinanti di pricing e copertura.
E adesso?
Gli assicuratori rafforzeranno la differenziazione di underwriting: più garanzie condizionate, incentivi di premio legati alla resilienza misurata, monitoraggio continuo e un ruolo crescente come risk engineer. La copertura premierà chi dimostra resilienza reale, non solo dichiarata.
Fonte: https://reports.weforum.org/docs/WEF_Global_Cybersecurity_Outlook_2026.pdf