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Cyber e Business Interruption: domanda strutturale, ma il gap è nella misurazione del rischio
Cosa è successo?
Dal 2025 Global Risk Management Survey di Aon emerge una gerarchia dei rischi ormai stabile: cyber attack/data breach è il rischio n.1 a livello globale oggi e resta tale nelle aspettative fino al 2028; la business interruption (BI) è al n.2 e registra la più alta frequenza di perdita di reddito tra i principali rischi. Tuttavia, la maturità analitica delle imprese è molto bassa: solo il 14% quantifica l’esposizione ai primi dieci rischi e appena il 19% utilizza analytics per valutare l’efficacia economica dei programmi assicurativi. La domanda cresce, ma la misurazione resta arretrata.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, il collo di bottiglia non è la domanda né, in prima battuta, la capacità: è la scarsa quantificazione del rischio lato cliente. Questo alimenta tensioni su pricing, sottolimiti e franchigie in cyber e BI, perché l’incertezza informativa si traduce in prudenza tecnica. Al tempo stesso, il gap apre uno spazio competitivo per chi sa trasformare dati, scenari e modelli in underwriting più preciso e sostenibile.
E adesso?
Il vantaggio competitivo si sposterà verso assicuratori e broker capaci di offrire risk analytics, scenario modeling e soluzioni parametriche, integrando BI e cyber in architetture coerenti. L’assicurazione evolve da semplice trasferimento di rischio a partnership analitica. Il limite non è il mercato: è la capacità di misurarlo.