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Cyber & assicurazioni: il rischio sistemico spinge verso un backstop pubblico

Cyber & assicurazioni: il rischio sistemico spinge verso un backstop pubblico

2 min di lettura

Cosa è successo?

Secondo un’analisi di Conning riportata da Insurance Business America, il mercato cyber assicurativo è entrato in una fase più stabile grazie a underwriting più sofisticato, maggiore disponibilità di dati e sviluppo di modelli di rischio dedicati. Le compagnie hanno migliorato significativamente la capacità di valutare rischi “attritional” (ransomware, data breach), attirando nuova capacità e migliorando la redditività. Tuttavia, emerge un limite strutturale: gli attacchi cyber su larga scala, in particolare quelli sponsorizzati da Stati, restano fuori dalla capacità del mercato privato. Eventi estremi su infrastrutture critiche (energia, trasporti, acqua) potrebbero generare perdite fino a trilioni di dollari, ben oltre le riserve del settore (~$1,5 trilioni).

Perché è importante?

Si crea una frattura netta tra rischio assicurabile e rischio sistemico. Mentre il mercato riesce a coprire eventi frequenti e relativamente contenuti, i rischi “catastrofici” (cyber warfare, attacchi coordinati su larga scala) sono di fatto non assicurabili. Questo ha già prodotto effetti concreti: clausole di esclusione sempre più esplicite per eventi legati a guerra o nation-state, e crescente attenzione da parte di clienti e broker sul reale perimetro delle coperture. Inoltre, la natura non lineare e altamente correlata del rischio cyber rende difficile qualsiasi modellazione attuariale tradizionale, analogamente ai rischi terroristici pre-TRIP. Il risultato è un mercato funzionante ma incompleto, dove la protezione si interrompe proprio nei momenti di massimo impatto.

E adesso?

Per il settore assicurativo, la traiettoria è verso un modello ibrido pubblico-privato. Strutture simili al Terrorism Risk Insurance Program o al National Flood Insurance Program potrebbero fornire un backstop per eventi estremi, lasciando al mercato privato la gestione dei rischi più prevedibili. Nel frattempo, gli assicuratori stanno evolvendo il proprio ruolo: da semplici indennizzatori a partner di resilienza, incentivando pratiche di cybersecurity e riducendo la severità dei sinistri. In prospettiva, la questione non è più se il rischio cyber sia assicurabile, ma come distribuirne il carico tra pubblico e privato. Chi anticipa questo shift (adattando prodotti, clausole e modelli di rischio) sarà meglio posizionato in un contesto in cui il rischio sistemico è destinato a crescere insieme alle tensioni geopolitiche.

Fonte

https://www.insurancebusinessmag.com/us/news/cyber/why-cyber-war-risks-push-insurance-market-toward-publicprivate-solution-570932.aspx

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