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Corsa ai sottomarini nucleari nella penisola coreana, Seul punta al 2035 mentre Pyongyang è già al lavoro da 3 anni

Cos’è successo
Lo scorso maggio, il Ministero della Difesa sudcoreano ha presentato il piano lo sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare (progetto Jang Bogo-N / Chang Bogo N) con l’obiettivo di varare il primo battello a metà degli anni ’30 e renderlo operativo entro la fine del prossimo decennio. Si tratterà di sottomarini armati convenzionalmente, costruiti in Corea del Sud, e alimentati con uranio a basso arricchimento prodotto internamente, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la minaccia sottomarina e missilistica nordcoreana. A fine luglio è stata anche proposta una legge speciale per dare base legale al programma. Il via libera politico è arrivato dopo le discussioni del 2025 con gli Stati Uniti.
Nel frattempo la Corea del Nord continua a sviluppare le proprie capacità subacquee: dopo aver presentato nel 2023 il sottomarino d’attacco tattico a propulsione nucleare Hero Kim Kun Ok e aver mostrato nel 2025 progressi su uno scafo a propulsione nucleare, Pyongyang sta modernizzando cantieri e basi navali e parla di unità di superficie più grandi (fino a 10.000 tonnellate). Sul fronte spaziale, entrambi i Paesi hanno ormai satelliti di ricognizione militare in orbita; la Corea del Nord ha modificato la propria legge spaziale per consentire esplicitamente usi militari.
Perché conta
La corsa sottomarina e spaziale tra le due Coree sta entrando in una fase qualitativamente nuova.
- Pochi paesi sono in grado di operare sottomarini a propulsione nucleare (USA, Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina e India): costì, complessità dei programmi e infrastrutture rappresentano enormi barriere all'ingresso. Se entrambe le due Coree riuscissero in questa transizione, sarebbe certamente uno sviluppo importante. I programmi sottomarini a propulsione nucleare, inoltre, cambierebbero l'equilibrio militare nella zona, in quanto questi conferiscono maggiore autonomia e velocità subacquea, rendendo più difficile la lotta sottomarina avversaria. Se ciò favorisca deterrenza o instabilità è da discutere;
- Nei prossimi anni Seoul dovrà risolvere questioni tecniche e non-proliferazione (controllo del ciclo del combustibile, framework regolatorio nucleare civile-militare) e definire i dettagli della cooperazione con Washington, mentre avvia la fase industriale del programma. Pyongyang userà invece i progressi sudcoreani come giustificazione per ulteriori espansioni del proprio arsenale navale e nucleare, inclusa eventualmente una maggiore enfasi su piattaforme di lancio subacquee e su satelliti militari.
Adesso
- Pochi Paesi operano sottomarini a propulsione nucleare. Al di là di vincoli legali dei regimi internazionali sulla proliferazione nucleare, questi sistemi richiedono livelli di eccellenza produttiva con supply-chain estremamente resilienti e personale altamente addestrato. La Corea del Sud ha dimostrato, in più settori (a partire dai semiconduttori) livelli di eccellenza mondiale. E' però da vedere se riuscirà a portare questo programma a compimento, nei tempi e costi previsti;
- Il programma nucleare sudcoreano è in parte una risposta alla modernizzazione del Nord e alla sua cooperazione sempre più intensa con la Russia. Non è però detto che questo programma porti deterrenza, e quindi stabilità: esso potrebbe infatti portare tensione, instabilità e possibili escalation, con Pyongyang, ma anche con Mosca e con Pechino;
- L'Indo-Pacifico sta vedendo una corsa alla proliferazione di sottomarini a propulsione nucleare: la Corea del Sud, la Cina, il programma anglo-americano-australiano AUKUS, e ora la Corea del Sud, a cui si aggiungono i sottomarini russi da decenni operanti nella zona. Il prossimo potrebbe essere il Giappone, tra esigenze operative e aspirazioni dettate dallo status internazionale. Alla luce di AUKUS, non è del tutto chiaro se il programma nucleare coreano rifletta le preoccupazioni del Sud verso il Nord o se, invece, non sia parte della più ampia architettura americana volta a contenere l'espansionismo militare cinese.