News & BusinessSalute & Benessere
Con oltre 55 mln di persone affette da demenza nel mondo, l'allenamento cognitivo tramite giochi digitali medici riduce il rischio del 25%

Cos’è successo
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 55 milioni di persone nel mondo convivono oggi con una forma di demenza. Un nuovo follow-up dello storico studio ACTIVE, che ha seguito oltre 2.000 adulti over 65 per circa 20 anni, suggerisce che uno specifico programma di allenamento della velocità di elaborazione delle informazioni (speed of processing training) sia associato a una riduzione di circa il 25% del rischio di sviluppare demenza rispetto ai controlli.
Il risultato è importante anche per ciò che non mostra. I tradizionali esercizi di memoria e di ragionamento non hanno evidenziato lo stesso beneficio, suggerendo che non tutti i programmi di "brain training" siano equivalenti. Gli autori sottolineano inoltre che il training non previene biologicamente la demenza, ma potrebbe ritardarne la comparsa in una parte della popolazione.
Perché conta
- La prevenzione della demenza si amplia oltre i farmaci. Se confermati, interventi cognitivi mirati attraverso giochi digitali medici potrebbero affiancare attività fisica, controllo dei fattori cardiovascolari e socializzazione nelle strategie di prevenzione;
- Non tutti i "brain games" sono uguali. Il beneficio osservato riguarda un training molto specifico della velocità di elaborazione delle informazioni e non può essere esteso a tutte le app commerciali di allenamento cerebrale;
- La salute del cervello diventa una competenza da allenare. La prevenzione potrebbe spostarsi sempre più verso programmi personalizzati che combinano stimolazione cognitiva, esercizio fisico e monitoraggio digitale.
Adesso
- Serviranno studi indipendenti per confermare i risultati e capire quali persone traggono il maggiore beneficio da questo tipo di allenamento;
- Le piattaforme digitali di prevenzione cognitiva potrebbero evolvere da semplici app di intrattenimento a strumenti validati clinicamente e prescrivibili;
- La sfida sarà integrare questi interventi in programmi di prevenzione multidominio, insieme a esercizio fisico, alimentazione, sonno e controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, oggi considerati i pilastri della prevenzione della demenza.