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Con oltre 100 mld di perdite l'anno da disastri naturali per sei anni consecutivi, S&P conferma la resilienza degli assicuratori globali anche in scenari estremi

Cos’è successo
S&P Global Ratings ha pubblicato il 4 maggio 2026 il report "Charts Show Global Insurers Can Manage Extreme Natural Disaster Scenarios", segnalando che il settore assicurativo affronta perdite crescenti da eventi climatici estremi, pur mantenendo una solida resilienza finanziaria complessiva anche in scenari di stress severo.
Il report richiama l'uragano Ian del 2022, che causò circa 60 miliardi di dollari di danni, e gli incendi californiani dell'anno successivo, che generarono oltre 40 miliardi di dollari di sinistri, in un contesto in cui le perdite assicurate globali hanno superato i 100 miliardi di dollari l'anno per sei anni consecutivi fino al 2025.
Perché conta
- Secondo l'analisi di stress test di S&P, la maggior parte dei rating assicurativi resterebbe stabile anche in uno scenario di catastrofe estrema, grazie a posizioni patrimoniali solide, gestione disciplinata del rischio e ricorso estensivo alla riassicurazione, ma solo una piccola minoranza di compagnie scenderebbe sotto i livelli di capitale coerenti con il proprio rating attuale, mentre diverse altre manterrebbero solo una capacità di buffer limitata;
- S&P segnala che i grandi gruppi assicurativi tendono a essere meno esposti a rischi concentrati e a fare relativamente meno ricorso alla riassicurazione rispetto ai player più piccoli, che restano invece più dipendenti dalla protezione riassicurativa e retrocessionale per limitare l'esposizione netta;
- L'agenzia sottolinea che l'impatto di un evento severo con probabilità di accadimento 1 su 250 anni potrebbe restare comunque rilevante per alcuni assicuratori, in particolare quelli con un rischio di sottoscrizione più elevato rispetto alla propria base di capitale, un elemento chiave per valutare la vulnerabilità relativa dei singoli operatori.
Adesso
- S&P conferma che le proprie valutazioni di rating incorporano aggiustamenti specifici per l'esposizione al rischio di catastrofe naturale, insieme a fattori più ampi di volatilità di capitale e utili, segnalando che l'analisi copre un set di rischi più ampio rispetto ai soli eventi meteorologici, incluse le pressioni legate agli investimenti;
- La qualità della protezione riassicurativa e retrocessionale emerge come fattore chiave di resilienza, con l'agenzia che sottolinea come questi strumenti riducano in modo sostanziale l'impatto sul capitale netto anche a fronte di un'esposizione lorda significativa nei maggiori assicuratori;
- Per il settore, il report rappresenta un punto di riferimento utile per valutare la propria posizione relativa in caso di scenari estremi, in un contesto in cui S&P conferma comunque, nel proprio European Insurance Outlook 2026, un surplus di capitale in miglioramento per gli assicuratori europei, stimato a circa 150 miliardi di euro nel 2026.