Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

Policy NewsTransizione Energetica

Con la revisione dell'ETS, Bruxelles anticipa l'80% delle quote gratuite di CO2 alle imprese che investono nella decarbonizzazione

3 min di lettura
Con la revisione dell'ETS, Bruxelles anticipa l'80% delle quote gratuite di CO2 alle imprese che investono nella decarbonizzazione

Cos’è successo

Il 17 luglio la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione dell’ETS, cioè il sistema comunitario per lo scambio delle quote di emissione di CO2 tra le imprese, istituito con lo scopo di favorire la sostituzione dei combustibili fossili con alternative “pulite”.

La proposta di Bruxelles prevede un rallentamento del tasso di riduzione annuo delle quote di CO2 disponibili: dal 2031 le quote in circolazione diminuiranno del 3,7% all’anno (anziché del 4,3%) e poi dell’1,7% dal 2036. Alcuni settori energivori, come la siderurgia e la cementiera, continueranno a ricevere quote gratuite fino al 2038, anziché fino al 2034. In cambio, la Commissione vuole che gli Stati membri spendano almeno la metà delle entrate raccolte con le aste dell’ETS per interventi di decarbonizzazione industriale. Secondo le stime ufficiali, meno del 5% dei fondi generati dall’ETS (260 miliardi di euro, dal 2013 a oggi) viene destinato a questo scopo.

Perché conta

  • La revisione proposta dalla Commissione è significativa perché l’ETS è uno dei pilastri che sorregge la politica climatico-industriale dell’Unione europea. Per quanto parziale, il passo indietro di Bruxelles segnala comunque un distacco dall’impianto normativo introdotto negli anni scorsi: oggi la priorità non è la sostenibilità, ma la sicurezza (energetica, economica e militare);
  • Lo scopo dell’ETS è mettere un prezzo alla CO2 per rendere sconveniente l’utilizzo dei combustibili fossili. Effettivamente il prezzo della CO2 è salito molto (oggi si aggira sugli 80 euro alla tonnellata; dieci anni fa era inferiore a 10 €) e le emissioni dei settori coperti dal sistema si sono dimezzate dal 2005. La maggior parte della riduzione, però, è giunta dal settore elettrico, dove il prezzo della CO2 ha favorito gli impianti rinnovabili. Non c’è stata una riduzione delle emissioni altrettanto significativa da parte delle industrie pesanti, invece;
  • Per dare alle imprese maggiore liquidità e aiutarle a competere con le rivali estere, la Commissione intende fornire in anticipo l’80% delle quote di CO2 gratuite alle società che si dotano di piani di investimento nella decarbonizzazione in Europa.

Adesso

  • Le proposte della Commissione europea andranno approvate dal Parlamento europeo e dagli Stati membri;
  • Alcuni di questi (tra cui l’Italia e la Polonia) sono favorevoli all’ammorbidimento dell’ETS, se non al suo smantellamento; altri Paesi, invece (come Finlandia, Svezia e Spagna), si oppongono a una modifica profonda, ritenendola penalizzante per chi ha già investito nella decarbonizzazione dei processi manifatturieri;
  • Confindustria ha criticato la proposta di riforma della Commissione, giudicandola insoddisfacente. Aurelio Regina, vicepresidente per l’energia, ha sottolineato che “negli ultimi cinque anni il sistema soggetto all’ETS ha perso 1,2 milioni di posti di lavoro”.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Transizione Energetica

Le quote di CO2 potrebbero costare all'industria italiana fino a 2,7 miliardi l'anno senza cattura del carbonio

Transizione Energetica

Con 14 miliardi da Bruxelles l'Italia punta su pompe di calore, riqualificazione di scuole e ospedali, energia pulita a prezzi fissi per le imprese

Transizione Energetica

Il governo ripristina lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio ma la crisi della raffinazione è strutturale