Policy NewsTransizione Energetica
Con 14 miliardi da Bruxelles l'Italia punta su pompe di calore, riqualificazione di scuole e ospedali, energia pulita a prezzi fissi per le imprese

Cos’è successo
La Commissione europea ha informato gli Stati membri che potranno beneficiare di una certa flessibilità di bilancio rispetto ai vincoli del Patto di stabilità per finanziare misure di sicurezza energetica. Si tratta di un’estensione dell’ambito di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa (NEC).
La flessibilità coprirà il periodo 2026-2028 e sarà limitata allo 0,3% del prodotto interno lordo all’anno, rimanendo all’interno del limite complessivo dell’1,5% del PIL consentito dalla NEC. Solo le misure di bilancio adottate dopo il 28 febbraio 2026 potranno beneficiarvi. L’Italia avrà a disposizione circa 14,4 miliardi di euro in tutto.
Perché conta
- L’Unione europea ha necessità di rafforzare la propria sicurezza energetica perché la guerra in Medio Oriente ha messo nuovamente in luce la sua dipendenza dalle importazioni di fonti fossili. A questo proposito, tra pochi mesi inizierà la stagione fredda e le scorte di gas a livello comunitario sono al 60% circa: mai state così basse negli ultimi cinque anni;
- Per favorire l’emancipazione dagli idrocarburi di provenienza estera, la Commissione europea aveva già annunciato un nuovo obiettivo di elettrificazione al 2040 (46%, quasi il doppio rispetto al valore attuale). L’obiettivo, però, doveva essere affiancato da misure concrete;
- La Commissione ha specificato che le misure che beneficeranno della flessibilità dovranno “accelerare la transizione dai combustibili fossili” e realizzare un cambiamento “strutturale” del sistema energetico; nel contempo, però, dovranno avere un impatto “minimo” sui costi di bilancio. I governi nazionali non potranno sfruttare la flessibilità per finanziare bonus all’acquisto di veicoli elettrici né sconti sulle bollette energetiche o riduzioni delle accise sui carburanti, trattandosi di interventi temporanei che, in alcuni casi, potrebbero incoraggiare i consumi di combustibili fossili.
Adesso
- Il governo italiano ha fatto sapere di voler utilizzare tutte le risorse rese disponibili, ma non ha ancora definito le misure specifiche. Si concentrerà, lato famiglie, sugli incentivi per l’installazione di pompe di calore in sostituzione delle caldaie a gas. Potrebbe dunque venire definito un nuovo Conto Termico: quello attuale – chiamato Conto Termico 3.0 e gestito dal GSE – permette di ottenere un rimborso fino al 65% della spesa;
- Per il settore pubblico, invece, l’esecutivo sta pensando invece a contributi per la riqualificazione energetica degli edifici (come scuole, università e ospedali, spesso carenti lato raffrescamento). Per le imprese, infine, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha parlato di garanzie per i contratti di compravendita a lungo termine dell’elettricità da fonti rinnovabili: l’obiettivo sarebbe rendere più semplice alle aziende acquistare energia pulita a prezzi prevedibili. Non è ancora chiaro se la ricerca sul nucleare soddisfi i requisiti di Bruxelles;
- Il governo italiano dovrebbe inviare le proprie proposte alla Commissione europea entro i primi giorni di settembre. L’ok definitivo alle misure presentate dai Paesi membri dovrebbe giungere durante il Consiglio Economia e finanza (Ecofin) del 9 ottobre prossimo.