Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & Business

Con 28 mld mancanti e una spesa al 2,68% del PIL giudicata insufficiente, il Regno Unito arriva al summit NATO senza un piano di difesa credibile

3 min di lettura
Con 28 mld mancanti e una spesa al 2,68% del PIL giudicata insufficiente, il Regno Unito arriva al summit NATO senza un piano di difesa credibile

Cos’è successo

L'11 giugno il ministro della Difesa John Healey si è dimesso per protesta contro il piano di spesa per la difesa di Starmer. Nella sua lettera di dimissioni ha scritto che il finanziamento previsto "è ben al di sotto di quanto richiesto" e ha accusato il Tesoro di non voler stanziare le risorse necessarie (si tratta di un buco di finanziamento da 28 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni). I deputati del Public Accounts Committee (PAC) pochi giorni fa avevano accusato il governo di ritardi eccessivi nella pubblicazione del Defence Investment Plan (DIP), il documento decennale che dovrebbe tradurre in investimenti concreti la Strategic Defence Review del giugno 2025.

I dettagli del piano, trapelati nelle ultime ore, indicherebbero una spesa alla difesa al 2,68% del PIL entro il 2030, giudicato insufficiente per le sfide contemporanee. Tra i problemi citati: i sottomarini Astute sono tutti in riparazione mentre il programma sul nucleare manca di trasparenza (i costi starebbero infatti lievitando rapidamente).

Perché conta

Il contesto è impegnativo: nonostante le molteplici iniziative lanciate dall'attuale governo britannico in tema di difesa, il Regno Unito affronta una crisi politica e di finanza pubblica di non facile risoluzione. Prova ne sia che uno dei più programmi militari del Paese, l'anglo-italo-giapponese GCAP, ha visto i propri fondi sbloccati solo dopo un intervento diplomatico di Tokyo (che ne minacciava velatamente la cancellazione).

  • I ritardi non sono solo burocratici: minano direttamente la credibilità del Regno Unito come alleato affidabile proprio mentre gli USA riducono presenza in Europa e la NATO chiede maggiore impegno europeo;
  • Le attuale incertezze finanziarie implicano realisticamente costi più alti in tutti i programmi (GCAP, Ajax, nucleare, droni), dubbi da parte di alleati e partner politici, diplomatici, militari e industriali;
  • Si crea un circolo vizioso in quanto senza piani chiari, gli attori (dalle forze armate all'industria fino agli alleati) esitano a fare investimenti, lanciare programmi di formazione, procedere con acquisti.

Adesso

  • Il governo ha promesso di pubblicare il DIP prima del summit NATO di Ankara di luglio: un annuncio tardivo ma necessario per limitare i danni diplomatici e rassicurare Tokyo e gli altri partner di GCAP;
  • Il PAC chiede al Ministero della Difesa di rispondere entro tre mesi su come mitigare gli effetti sui fornitori e di fornire maggiore trasparenza sui costi dei vari programmi: un rapporto insufficiente rischierebbe nuove audizioni parlamentari, con conseguenze politiche incerte;
  • Sul medio termine (2027-2028) il vero test sarà la capacità di tradurre il DIP in contratti pluriennali reali: se i ritardi continueranno, il Regno Unito rischia di proporsi come attore sempre meno affidabile nel settore difesa.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Sicurezza & Resilienza

Nel biennio 2024-25 la Cina ha costruito navi da guerra per 636 mila tonnellate, più del doppio delle 270 mila degli Usa

Politica Internazionale

3 cose da sapere dei negoziati Usa-Russia sull'Ucraina e 3 possibili scenari

Assicurazioni

In Australia il caldo estremo costa 8,7 mld l’anno in produttività, ma gli assicuratori non lo contano ancora come rischio