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Clima e agricoltura: 3.200 miliardi di perdite e un rischio sistemico globale
Cosa è successo?
Secondo il report FAO, tra il 1991 e il 2023 i disastri naturali hanno causato perdite agricole globali per 3.260 miliardi di dollari, pari a circa 99 miliardi l’anno, salite a 144 miliardi annui nell’ultimo decennio. Oltre l’80% dei danni è legato a eventi climatici estremi (siccità, alluvioni, ondate di calore). Le perdite includono 4,6 miliardi di tonnellate di cereali, 2,8 miliardi di tonnellate di frutta e verdura e 0,9 miliardi di tonnellate di carne e latticini. L’impatto medio equivale a una riduzione di 320 kcal al giorno per persona a livello globale. L’Asia concentra il 47% delle perdite, mentre l’Africa è l’area più colpita in termini relativi (–7,4% del PIL agricolo).
Perché è importante?
L’agricoltura si conferma il principale punto di vulnerabilità economica al cambiamento climatico. Le perdite colpiscono sicurezza alimentare, prezzi e stabilità sociale. In Europa l’impatto diretto è più contenuto (–3,6% del PIL agricolo), ma l’esposizione indiretta via prezzi e importazioni resta elevata. Anche la pesca è sotto pressione: le ondate di calore marine hanno colpito il 15% delle attività globali, causando 6,6 miliardi di dollari di danni.
E adesso?
Il report indica che la prevenzione è economicamente dominante: 1 dollaro investito genera fino a 7 dollari di benefici. Sistemi di allerta precoce, dati satellitari, assicurazioni parametriche e advisory digitale coprono già 9 milioni di agricoltori, con incrementi di resa fino al +30%. La priorità è spostare risorse da interventi ex post a resilienza strutturale, integrando clima, finanza e sicurezza alimentare come infrastruttura strategica.