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Cina e Russia progettano 3 livelli di contromisure anti-Starlink per annullare il vantaggio ucraino nella guerra

Cos’è successo
Un'inchiesta congiunta del The Insider, Der Spiegel e Le Monde ha svelato una serie di presentazioni segrete, classificate a “uso interno” da parte della China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) al Terzo Forum di cooperazione militare-tecnica sino-russa tenuto a Guangzhou nel novembre 2023. Queste presentazioni, nell'esaltare Starlink come “avanzamento rivoluzionario” nelle comunicazioni sul campo di battaglia dopo Link16, e evidenziarne l'impiego in Ucraina, propongono una serie di misure per contrastarle la crescita. Le slide descrivono l’architettura decentralizzata di Starlink (terminali utente semplici installati direttamente sui reparti, che si collegano ai satelliti in orbita bassa (LEO, ~550 km) per condivisione globale di informazioni in tempo reale, senza nodi centrali vulnerabili) e vengono sottolineate le preoccupazioni cinesi per la congestione orbitale (migliaia di satelliti) e l’occupazione intensiva delle bande Ku/Ka, che creerebbe un “blocco spaziale” limitando le capacità altrui.
I ricercatori CASC propongono una scala di contromisure a tre livelli:
- Pressione legale e diplomatica – coalizione Russia-Cina per imporre limiti regolatori internazionali sull’espansione della costellazione, sfruttando i rischi di collisione in LEO.
- Negazione dell’accesso – ostruzionismo su slot orbitali e frequenze negli organismi internazionali + architettura jamming elettromagnetico congiunta (“soppressione di potenza e interferenza adattiva”) per bloccare selettivamente Starlink in aree geografiche scelte, integrando i programmi anti-satellite dei due Paesi.
- Distruzione fisica – attacchi cyber sui terminali utente (spoofing, virus che si propagano nella rete per “paralizzarla”) seguiti da armi cinetiche low-cost “one-to-many” (proiettili a grappolo o sciami di piccoli CubeSat) capaci di distruggere più satelliti generando detriti orbitali.
Perché conta
In un contesto in cui lo spazio LEO diventa il nuovo dominio conteso della guerra moderna, Starlink ha dimostrato come una costellazione commerciale privata possa fornire superiorità informativa, comando e controllo decentralizzato e resilienza che i sistemi militari tradizionali faticano a eguagliare. La Cina (e la Russia) non si limitano a osservare: stanno elaborando strategie integrate multi-dominio – dal diplomatico al cinetico – per negare questo vantaggio all’avversario. Si tratta di un segnale chiaro che la partnership “senza limiti” sino-russa si traduce in cooperazione concreta su tecnologie dual-use e contromisure spaziali, con il conflitto ucraino come laboratorio di dati reali. Il rischio principale non è solo tattico, ma sistemico: la cooperazione Russo-Cinese evolva verso un'alleanza, che a sua volta favorisca la militarizzazione dello spazio, e l'ulteriore indebolimento del diritto internazionale.
- Cambio del quadro strategico: Lo spazio passa da “santuario” a teatro di operazioni attive; Cina e Russia puntano a integrare jamming, cyber e tecnologie anti-satellite a basso costo in un sistema comune, costringendo USA e alleati a ripensare l’intera architettura delle comunicazioni militari e a investire pesantemente in contromisure orbitali e terrestri;
- Rottura sistemica: Espone la vulnerabilità della dipendenza occidentale da infrastrutture commerciali private (SpaceX) in scenari di conflitto ad alta intensità; spinge verso una “nazionalizzazione” o diversificazione forzata delle capacità spaziali e solleva interrogativi urgenti su norme internazionali nello spazio, che rischiano di rimanere assenti o deboli.
Adesso
- Cina e Russia potrebbero accelerare test di jamming selettivo in teatri proxy o prepararsi a dispiegamenti rapidi di contromisure in caso di escalation diretta, sfruttando il vantaggio dei costi bassi e della densità orbitale per saturare le difese avversarie;
- USA, SpaceX e alleati (inclusa l’Ucraina) sono incentivati a rafforzare la cyber-resilienza dei terminali, aggiungere ridondanza orbitale con manovre autonome e costellazioni complementari, e intensificare il lobbying diplomatico per isolare eventuali coalizioni anti-Starlink, mentre sviluppano capacità contro-spazio difensive e offensive proporzionate;
- Gli attori globali (UE, India, altri operatori spaziali) potrebbero vedere emergere una divisione tra “blocchi spaziali” o, al contrario, un impulso a norme multilaterali su detriti e jamming; nel frattempo i mercati assicurativi spaziali e i costi di lancio potrebbero salire, aprendo spazi per alternative europee o asiatiche indipendenti da Starlink.