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Chiuso il capitolo 2026, l'Ucraina deve ora trovare 78 miliardi tra bilancio e difesa per il 2027

Cos’è successo
Il primo ottobre la Commissione europea ha dichiarato che le esigenze finanziarie e militari dell'Ucraina per il 2026 sono pienamente coperte, chiudendo il caso aperto a fine agosto quando il presidente Zelensky aveva segnalato un buco nel bilancio della Difesa inizialmente stimato in 27 miliardi di dollari — cifra che Bruxelles aveva giudicato fin da subito "inattesa e priva di spiegazioni", riducendola poi a 20 miliardi nel corso dei colloqui tecnici.
L'attenzione si è quindi spostata sul prestito da 90 miliardi di euro (45 miliardi per il 2026, altrettanti per il 2027) che resta la principale linea di assistenza Ue a Kiev: prestito e Ukraine Facility insieme dispongono ancora di circa 37 miliardi di dollari fino a fine anno, una somma che secondo funzionari Ue basta a tenere l'Ucraina "su basi solide". Zelensky aveva inizialmente suggerito di anticipare al 2026 una quota del prestito destinato al 2027, ma la richiesta non è mai stata formalizzata.
Perché conta
- Il nodo del 2026 si è risolto più per pressione negoziale che per effettiva urgenza contabile: Bruxelles ha usato il protrarsi dei colloqui tecnici per aumentare la pressione su Kiev affinché acceleri le riforme necessarie a sbloccare sia il nuovo prestito sia l'Ukraine Facility, frustrata dal ritmo giudicato troppo lento del processo legislativo ucraino;
- Il vero problema resta davanti, non indietro: il ministro delle Finanze ucraino Sergii Marchenko ha avvertito che il 2027 porterà un buco da 78 miliardi di dollari (32,6 miliardi sul bilancio, 45 miliardi sulle spese militari) — quasi il triplo di quello appena chiuso per il 2026, e che la Commissione non ha ancora convalidato. Marchenko ha chiesto esplicitamente all'Ue di attingere agli asset russi congelati per colmarlo, una richiesta politicamente più delicata rispetto al semplice aumento dei contributi degli alleati;
- Gli attacchi russi stanno colpendo direttamente la capacità fiscale ucraina di reggersi da sola: data center, telecomunicazioni, reti elettriche, fabbriche e ferrovie sono bersagli sistematici, mentre il blocco nel Mar Nero aggrava ulteriormente la pressione sul gettito. Marchenko ha inoltre segnalato un problema nuovo — per la prima volta dal 2022, l'Ucraina registra un sotto-rendimento nella riscossione fiscale e doganale, con un deficit previsto di 400 milioni di euro solo per settembre.
Adesso
- La Commissione ha promesso di assegnare "rapidamente" la seconda tranche da 45 miliardi di euro del prestito per il 2027, ma solo "subordinata alle condizioni stabilite" — la stessa leva usata per il 2026 resterà quindi attiva anche per l'anno prossimo;
Bruxelles e Kiev avvieranno da subito i lavori per individuare le "ulteriori esigenze di bilancio e di difesa" del 2027, sollecitando esplicitamente gli altri alleati a intensificare i propri contributi finanziari — un chiaro segnale che l'Ue non intende farsi carico da sola di un conto di queste dimensioni; - Le due parti hanno concordato incontri mensili per coordinare gli sforzi, un meccanismo che Zelensky ha definito un "coordinamento continuo" — ma che riflette anche quanto la fiducia reciproca richieda ormai una verifica ravvicinata e costante, dopo un mese di tensioni sulla cifra reale del fabbisogno ucraino.