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CBRN: rischi rari, perdite potenzialmente devastanti
Cosa è successo?
La Geneva Association e IFTRIP hanno pubblicato il report Insurance and Chemical, Biological, Radiological, and Nuclear (CBRN) Risks (settembre 2025), che analizza l’evoluzione del rischio CBRN e le sue implicazioni per il settore assicurativo. Il dato chiave è il paradosso del rischio: gli eventi CBRN restano rari, ma il loro potenziale di perdita è estremo. Tra il 1990 e il 2023 si contano 273 attacchi riusciti, in larga parte chimici, ma il report evidenzia come nuove tecnologie (droni, AI, bio-ingegneria) e il deterioramento della sicurezza di materiali nucleari e radiologici stiano abbassando le barriere di accesso per attori non statali.
Perché è importante?
Per le assicurazioni il CBRN è un rischio di accumulazione sistemica: danni materiali, business interruption, responsabilità civile, costi di decontaminazione e shock macroeconomici possono colpire simultaneamente. Proprio per questo, la maggior parte delle polizze P&C esclude o sub-limita il CBRN, trasferendo il rischio su Stati e schemi pubblico-privati. Il report mostra che anche senza migliaia di vittime, l’impatto economico può arrivare a centinaia di miliardi (Chernobyl, Fukushima), mettendo sotto stress finanza pubblica e mercati assicurativi.
E adesso?
Il messaggio è operativo: rafforzare modelli di scenario, coordinare pool nazionali e riassicurazione, e sviluppare meccanismi di risk-sharing internazionale. Senza soluzioni ex-ante, il CBRN resta un rischio non assicurabile ma fiscalmente esplosivo.
Fonte: https://www.genevaassociation.org/sites/default/files/2025-09/cbrn_report_090925.pdf