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Camera apre il dossier RC Auto: Napoli paga €252 in più di Aosta e si discute le differenze territoriali

Cos’è successo
Alla Camera dei Deputati è stata discussa un’interrogazione parlamentare urgente presentata da Francesco Emilio Borrelli e cofirmata dai deputati di Alleanza Verdi e Sinistra sul tema delle forti disparità territoriali nelle tariffe RC Auto italiane. Il testo punta direttamente il dito contro il persistente differenziale di premio tra province italiane, nonostante il calo della frequenza dei sinistri registrato negli ultimi anni.
Secondo i dati citati da IVASS, nel quarto trimestre 2025 il premio medio RC Auto ha raggiunto 432 euro (+3,5% nominale annuo), mentre a Napoli il premio medio risulta superiore di 252 euro rispetto ad Aosta. L’interrogazione contesta il ricorso da parte delle compagnie al parametro dell’“unità di rischio” come giustificazione delle divergenze territoriali, sostenendo che la riduzione della frequenza sinistri a livello nazionale renderebbe sproporzionati gli attuali differenziali tariffari. Il documento sottolinea inoltre che province ad alta sinistrosità come Napoli e Caserta registrano comunque margini lordi molto elevati per polizza (rispettivamente 136,9 e 140,5 euro) mettendo implicitamente in discussione il livello reale di rischio incorporato nei prezzi.
Perché conta
L’interrogazione riporta al centro del dibattito politico uno dei temi più sensibili del mercato assicurativo italiano: il conflitto tra pricing risk-based e funzione sociale dell’assicurazione obbligatoria. Il punto centrale non è soltanto il costo delle polizze, ma la crescente pressione politica verso una possibile limitazione della segmentazione territoriale del rischio.
- La proposta avanzata chiede infatti di valutare l’introduzione di un obbligo per le compagnie di applicare il premio medio nazionale della stessa classe universale di merito agli assicurati che non abbiano causato sinistri con responsabilità superiore al 50% negli ultimi dieci anni. In pratica, verrebbe drasticamente ridotto il peso della residenza geografica nel pricing RC Auto per i guidatori considerati “virtuosi”;
- Per il settore assicurativo questo è un dossier molto delicato perché tocca direttamente il modello tecnico-attuariale su cui si basa il mercato liberalizzato post-CIPE. Una limitazione normativa della tariffazione territoriale potrebbe produrre redistribuzione implicita del rischio tra province, riduzione della granularità tecnica del pricing e possibile compressione della redditività nelle aree storicamente più profittevoli;
- Parallelamente, però, la pressione politica cresce in un contesto in cui l’RC Auto è percepita sempre più come servizio essenziale e non come semplice prodotto finanziario.
Adesso
- Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha risposto in Aula, chiudendo formalmente l’iter parlamentare dell’interrogazione, ma il tema rimane politicamente aperto. La combinazione tra aumento dei premi, persistente divario Nord-Sud e pressione sul costo della vita potrebbe riaprire nei prossimi mesi il dibattito su interventi regolatori più incisivi nel settore RC Auto.
- Per le compagnie assicurative italiane il rischio non è solo reputazionale, ma anche regolatorio. Se il tema dovesse entrare stabilmente nell’agenda politica nazionale, potrebbero emergere proposte su pricing territoriale, bonus/malus, mutualizzazione del rischio o obblighi di trasparenza rafforzata. In parallelo, IVASS e governo potrebbero aumentare il monitoraggio sulla redditività geografica dei portafogli RC Auto e sulle metodologie di tariffazione;
- Il dossier segnala quindi una tensione crescente tra logica tecnica assicurativa e pressione sociale/politica sul tema dell’accessibilità economica dell’assicurazione obbligatoria, che è una dinamica che potrebbe diventare strutturale nei prossimi anni, soprattutto nelle aree urbane del Mezzogiorno.
Fonte
https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3-02657&ramo=C&leg=19