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Bioenergia UE: amplia il mercato assicurativo ma aumenta il rischio tecnologico e regolatorio
Cosa è successo?
Il report Clean Energy Technology Observatory – Bioenergy in the European Union del Joint Research Centre evidenzia come la bioenergia stia evolvendo da segmento rinnovabile di nicchia a ecosistema industriale rilevante. Il settore genera già oltre 32 miliardi di euro di fatturato nell’UE e sostiene circa 304.000 posti di lavoro, con investimenti crescenti in impianti di biometano, cogenerazione e tecnologie di upgrading. Parallelamente, la produzione di biometano è aumentata di circa dieci volte tra il 2011 e il 2023, arrivando in alcuni Paesi (come la Danimarca) a sostituire circa il 34% del consumo di gas naturale. Questa espansione sta creando una nuova base di asset industriali assicurabili, ma con un mix tecnologico eterogeneo: mentre digestione anaerobica e combustione sono tecnologie mature, soluzioni come gassificazione e pirolisi restano in fasi intermedie di sviluppo (TRL 5–8), con maggiore incertezza operativa.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo la crescita della bioenergia implica un cambiamento qualitativo del rischio. L’aumento degli asset industriali genera domanda per coperture property, construction, performance e business interruption, ma l’incertezza tecnologica e la dipendenza dalle filiere di approvvigionamento rendono più complessa la modellizzazione del rischio. Inoltre, il ruolo della bioenergia nella sicurezza energetica europea (grazie alla produzione programmabile e alla riduzione della dipendenza da importazioni fossili) spinge la domanda verso prodotti assicurativi legati alla resilienza infrastrutturale e alla continuità operativa.
E adesso?
La sfida principale diventa il rischio di transizione. Vincoli sulla disponibilità sostenibile di biomassa, requisiti regolatori sempre più stringenti e volatilità dei prezzi possono incidere sulla redditività degli impianti e generare rischio di stranded assets. L’underwriting dovrà quindi integrare sempre più valutazioni tecnologiche, ESG e di policy, spostando l’assicurazione energetica da un modello puramente attuariale a uno basato su ingegneria del rischio e analisi regolatoria di lungo periodo.
Fonte: https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC144572/JRC144572_01.pdf