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Biodiversità globale: ambizioni elevate, finanziamenti ancora insufficienti
Cosa è successo?
A quattro anni dall’adozione del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, il divario tra obiettivi e risorse resta ampio. Il Global Biodiversity Framework Fund (GBF Fund) ha avviato decine di progetti in Paesi in via di sviluppo, tra cui Mex30x30 in Messico e iniziative in Brasile e Gabon, ma i finanziamenti mobilitati restano limitati: circa 386 milioni di dollari impegnati a fronte di un fabbisogno stimato di 700 miliardi annui per arrestare la perdita di biodiversità. Parallelamente, il target globale “30×30” ha raccolto circa 1,1 miliardi entro il 2024, ben al di sotto dei 6 miliardi annui necessari. Il contesto scientifico resta allarmante: l’abbondanza media della fauna selvatica è diminuita del 73% tra il 1970 e il 2020.
Perché è importante?
Il gap finanziario evidenzia un rischio strutturale: la conservazione della natura dipende ancora prevalentemente dai bilanci nazionali, mentre i flussi internazionali restano insufficienti e complessi da mobilitare. Allo stesso tempo, la difficoltà nel misurare l’impatto reale dei progetti (oltre al rischio di indicatori poco significativi) solleva interrogativi sulla qualità della spesa e sulla capacità di raggiungere risultati concreti.
E adesso?
La sfida si sposta su governance e metriche di efficacia. Nuovi framework di monitoraggio e maggiore coinvolgimento delle comunità locali possono migliorare l’impatto, ma resta cruciale rafforzare la volontà politica e integrare il valore economico della natura nelle decisioni pubbliche. Senza un salto di scala nei finanziamenti e nella misurazione dei risultati, il divario tra ambizione globale e implementazione rischia di persistere.
Fonte: https://news.mongabay.com/2026/02/big-biodiversity-goals-run-up-against-small-funding-realities/