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Biodiversità e clima: dalla prevenzione del rischio ai nuovi rischi di transizione
Cosa è successo?
Il report congiunto IPBES–IPCC evidenzia come le soluzioni basate sulla natura stiano assumendo un ruolo centrale nella gestione del rischio climatico, non più solo come strumenti ambientali ma come vere infrastrutture di prevenzione delle perdite. La protezione e il ripristino di ecosistemi come zone umide, mangrovie e foreste producono benefici simultanei di mitigazione e adattamento: la sola riduzione della deforestazione potrebbe evitare tra 0,4 e 5,8 GtCO₂e di emissioni ogni anno, mentre gli ecosistemi costieri riducono in modo significativo l’impatto di mareggiate e alluvioni. Allo stesso tempo, il report sottolinea che alcune politiche di mitigazione climatica, se progettate senza considerare la biodiversità, possono generare nuovi rischi, ad esempio attraverso riforestazioni monoculturali, espansione di colture bioenergetiche o cambiamenti d’uso del suolo su larga scala.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo questo rappresenta un doppio cambiamento strutturale. Da un lato, le nature-based solutions diventano economicamente assimilabili a investimenti infrastrutturali preventivi, riducendo le perdite attese e migliorando la resilienza degli asset assicurati. Dall’altro, emerge un nuovo rischio di transizione: interventi climatici mal progettati possono aumentare fragilità ecologiche, conflitti sull’uso del suolo e responsabilità ambientali, generando esposizioni assicurative di lungo periodo e maggiore volatilità dei sinistri.
E adesso?
Di conseguenza, gli assicuratori sono spinti a evolvere da semplici trasferitori di rischio a partner nella riduzione del rischio. Cresce l’integrazione delle soluzioni naturali nei modelli di pricing, nei prodotti parametrici e nei meccanismi di resilience finance, mentre la valutazione dei progetti di transizione richiede analisi congiunte di impatto climatico ed ecosistemico. La sostenibilità della transizione energetica diventa quindi anche una condizione di insurabilità, perché strategie climatiche che ignorano la biodiversità rischiano di creare nuove perdite sistemiche invece di ridurle.
Fonte: https://zenodo.org/records/5031995/files/IPBES_IPCC%20workshop%20full%20report_v4.pdf?download=1