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Attacchi in Iran: forwarder avvertono su ritardi e rincari nelle supply chain globali
Cosa è successo?
Dopo gli attacchi missilistici statunitensi e israeliani contro obiettivi in Iran e le successive ritorsioni nella regione, diversi vettori aerei hanno sospeso o modificato le operazioni in Medio Oriente. I principali freight forwarder, tra cui DSV, hanno avvertito i clienti di possibili ritardi, cancellazioni e aumenti dei costi. Le compagnie stanno evitando lo spazio aereo dell’area, con conseguente allungamento delle rotte e riduzione della capacità disponibile. Le tensioni stanno già causando congestioni negli hub logistici regionali e accumuli di spedizioni, inclusi carichi sensibili al tempo.
Perché è importante?
Le restrizioni allo spazio aereo e la riallocazione degli aeromobili stanno comprimendo la capacità su corridoi chiave, in particolare sulle rotte Far East–Europa e Asia–Medio Oriente. I vettori stanno introducendo war risk e fuel surcharge, con aumenti stimati tra il 10% e il 20% sui costi di trasporto aereo. Se la situazione dovesse protrarsi per settimane, l’impatto potrebbe estendersi alle supply chain globali, generando ulteriori pressioni sui noli, sulle catene logistiche e sulla disponibilità di spazio cargo.
E adesso?
Operatori logistici e forwarder stanno adottando misure di mitigazione: accordi di block space con compagnie aeree a tariffe più elevate, uso di rotte alternative o soluzioni sea-air per merci meno urgenti e aumento delle scorte di sicurezza. Nel breve termine sarà cruciale monitorare evoluzione militare e riapertura dello spazio aereo regionale, fattori determinanti per stabilizzare capacità, tempi di transito e costi nelle principali rotte commerciali globali.