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AstraZeneca punta a un fatturato di 80 mld entro il 2030, le malattie rare diventano la nuova frontiera di espansione

Cos’è successo
Nel presentare il piano di crescita che punta a raggiungere 80 miliardi di dollari di ricavi annui entro il 2030, AstraZeneca ha indicato le malattie rare come una delle principali aree di espansione futura. Secondo l'azienda, molte di queste patologie rappresentano ancora un mercato ampiamente inesplorato, grazie ai progressi della genomica, delle terapie avanzate e della medicina di precisione.
Per anni le malattie rare sono state considerate un settore di nicchia. Oggi stanno diventando uno dei principali terreni di competizione per l'industria farmaceutica, favorita da piattaforme tecnologiche che consentono di sviluppare trattamenti altamente mirati anche per popolazioni molto ridotte.
Perché conta
- La medicina di precisione cambia il concetto di mercato. Non servono più milioni di pazienti per costruire un farmaco di successo: la combinazione tra prezzi premium, biomarcatori e terapie altamente specifiche rende sostenibili anche indicazioni molto rare;
- Le piattaforme sostituiscono i singoli farmaci. Gene editing, RNA, anticorpi e terapie cellulari permettono di sviluppare più trattamenti a partire dalla stessa tecnologia, riducendo tempi e costi di sviluppo;
- La ricerca segue la biologia, non la prevalenza. Conoscenze genetiche sempre più dettagliate stanno frammentando le grandi malattie in sottogruppi biologici, rendendo la distinzione tra patologie comuni e rare sempre meno netta.
Adesso
- Le malattie rare attireranno una quota crescente degli investimenti in ricerca e sviluppo;
- La diagnosi genomica precoce diventerà sempre più importante per identificare pazienti candidabili a terapie altamente personalizzate;
- La vera sfida non sarà più sviluppare trattamenti per le patologie più diffuse, ma costruire modelli industriali e regolatori capaci di rendere sostenibile la medicina ultra-personalizzata.