Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessAssicurazioni

Assicurazioni usano il parametrico sul caldo ma si espongono a costi instabili

2 min di lettura
Assicurazioni usano il parametrico sul caldo ma si espongono a costi instabili

Cosa è successo?

Il report Turning Down the Heat di Marsh McLennan identifica nell’assicurazione parametrica il principale vettore di prodotto per trasferire il rischio da calore estremo. Il modello è già applicabile in diversi contesti: agricoltura (es. perdita di produttività lattiero-casearia durante ondate di calore), protezione del lavoro informale (es. lavoratrici in India) e schemi community-based di copertura catastrofale con trigger termici. Il presupposto tecnico è solido: il calore è facilmente misurabile tramite dati meteorologici validati, consente trigger oggettivi e liquidazioni rapide senza contenzioso.

Perché è importante?

Il punto chiave è che il parametrico risolve un problema strutturale del rischio calore, ossia la difficoltà di misurare e liquidare danni indiretti, ma introduce un rischio speculare: senza adattamento fisico, le perdite continuano a crescere. In altre parole, il prodotto funziona nel breve periodo ma rischia di diventare insostenibile nel lungo, replicando dinamiche già viste (es. mercato homeowners in California). Questo rende il calore un caso limite per il settore: un rischio perfettamente “assicurabile” tecnicamente, ma non economicamente stabile se non accompagnato da interventi su infrastrutture, organizzazione del lavoro e resilienza produttiva. I settori più immediatamente monetizzabili sono agricoltura, costruzioni e workforce protection, dove il legame tra temperatura e perdita economica è diretto e modellabile.

E adesso?

Per gli assicuratori, la direzione è chiara: sviluppare prodotti parametrici standardizzati su trigger termici (temperature, heat index), ma ancorarli a meccanismi di adattamento. Questo implica integrare le polizze con incentivi concreti (retrofit degli edifici, gestione degli orari di lavoro, investimenti in resilienza) trasformando l’assicurazione da puro trasferimento del rischio a leva di riduzione del rischio. I precedenti esistono (Flood Re nel Regno Unito, standard Fortified negli USA) e indicano la traiettoria: modelli ibridi pubblico-privati e conditional coverage. Senza questo passaggio, il rischio è un repricing continuo e perdita progressiva di insurability; con questo passaggio, il calore estremo diventa una nuova linea di business scalabile per il settore.

Fonte

https://www.corporate.marsh.com/web-assets/insights/publications/2024/november/extreme-heat-report.pdf

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Assicurazioni

In Australia il caldo estremo costa 8,7 mld l’anno in produttività, ma gli assicuratori non lo contano ancora come rischio

Assicurazioni

Le frodi via email aziendale crescono del 57% in un anno, trainate dall’AI

Assicurazioni

Negli Usa l’assicurazione casa supera le tasse sulla proprietà in due terzi delle contee, con rincari fino al 79%