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Assicurazioni sotto stress sistemico: l’era delle perdite correlate
Cosa è successo?
Nel Global Risks Report 2026 del World Economic Forum, i rischi ambientali dominano l’orizzonte globale: gli eventi meteorologici estremi sono al #3 nel 2026 e al #1 sul decennio, con 5 rischi ambientali nella top 10 di lungo periodo. Il report mostra che i rischi non agiscono più in modo isolato: clima estremo, guasti infrastrutturali, interruzioni delle supply chain, migrazioni e deterioramento della salute si rafforzano a vicenda (mappa delle interconnessioni). Il contesto fisico conferma il salto di regime: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, oltre 1,5°C, spingendo le distribuzioni di perdita fuori dalle norme storiche.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo il problema non è più (solo) la frequenza degli eventi, ma la loro correlazione. Le stesse scosse colpiscono più linee contemporaneamente (property, business interruption, salute, agricoltura, responsabilità) mettendo in crisi le ipotesi di diversificazione, l’affidabilità dei modelli catastrofali e la capacità riassicurativa. Il risultato è pressione sul capitale, repricing più rapido e ampliamento dei protection gap, soprattutto nelle aree più vulnerabili.
E adesso?
La risposta non può essere incrementale. Gli assicuratori devono ripensare il risk pooling in un mondo di perdite sistemiche: modelli che incorporino correlazioni multi-rischio, maggiore uso di parametrico e riassicurazione strutturata, partnership pubblico–private per assorbire i picchi, e pricing dinamico legato all’adattamento. In parallelo, servono investimenti in dati climatici ad alta risoluzione e governance del rischio che anticipi l’inevitabile: non tutti i rischi resteranno assicurabili alle condizioni tradizionali.
Fonte: https://reports.weforum.org/docs/WEF_Global_Risks_Report_2026.pdf