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Assicurazioni sotto stress climatico: quando il rischio diventa sistemico e non più assicurabile

2 min di lettura

Cosa è successo?

Il nuovo report Insurance and reinsurance under climate stress: Managing systemic risk in global supply chains dello Stockholm Environment Institute analizza l’impatto del cambiamento climatico sui mercati assicurativi e riassicurativi globali, mettendo in evidenza un punto di svolta strutturale. Le perdite assicurate da eventi catastrofali crescono a un ritmo reale del 5–7% annuo e nel solo 2024 hanno raggiunto circa 137 miliardi di dollari, a fronte di perdite economiche complessive pari a 318 miliardi. Oltre la metà dei danni resta quindi non assicurata. Il dato più critico non è solo la dimensione delle perdite, ma la loro natura: gli shock climatici sono sempre più correlati e colpiscono simultaneamente più settori e territori (ad esempio siccità che impattano insieme agricoltura, idroelettrico e attività estrattive) erodendo il principio cardine della diversificazione del rischio su cui si fonda l’assicurazione privata.

Perché è importante?

Il report segnala che il settore assicurativo non sta semplicemente affrontando un ciclo negativo o un problema di pricing, ma un limite strutturale di capacità. Quando i rischi diventano sistemici, correlati e non diversificabili, l’assicurazione smette di funzionare come meccanismo di mutualizzazione e inizia a comportarsi come una risorsa scarsa. Questo ha implicazioni profonde per l’economia reale: catene globali del valore, infrastrutture critiche e sistemi produttivi dipendono dalla disponibilità di coperture assicurative per investire, operare e finanziarsi. Se l’assicurazione arretra, aumentano i costi del capitale, crescono le aree “non assicurabili” e il rischio climatico si trasforma in un fattore di instabilità macroeconomica e geopolitica.

E adesso?

La traiettoria descritta dal SEI suggerisce che il futuro della gestione del rischio climatico non potrà basarsi solo su soluzioni di mercato. Serviranno nuovi equilibri tra assicurazione privata, riassicurazione pubblica, strumenti di prevenzione e politiche di adattamento che riducano l’esposizione alla fonte. In assenza di interventi sistemici, l’aumento delle perdite correlate rischia di tradursi in un arretramento strutturale della copertura assicurativa, con effetti a catena su investimenti, sicurezza delle supply chain e resilienza degli Stati. La questione non è più se il settore assicurativo debba adattarsi al clima che cambia, ma se l’architettura complessiva della gestione del rischio globale sia pronta a farlo.

Fonte: https://www.sei.org/wp-content/uploads/2026/01/insurance-reinsurance-supply-chains-sei2026-002-corr.pdf

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