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Assicurazioni europee tra solidità e nuovi rischi sistemici
Cosa è successo?
Nel Regional Economic Outlook: Europe (October 2025) del International Monetary Fund, il settore assicurativo europeo viene descritto come strutturalmente solido dal punto di vista patrimoniale. Gli intermediari finanziari, incluse le assicurazioni, beneficiano ancora del contesto di tassi più elevati, che ha sostenuto redditività e capitalizzazione. Tuttavia, il rapporto segnala un cambiamento rilevante del profilo di rischio: l’aumento dei rendimenti sovrani accresce i rischi di valutazione e di bilancio, mentre le esigenze di spesa legate a clima, difesa e infrastrutture sono destinate a raddoppiare nei prossimi vent’anni, complicando la gestione delle passività di lungo periodo. A questo si aggiunge una maggiore esposizione verso non-bank financial institutions e asset crypto-linked, che introduce nuovi canali di contagio sistemico.
Perché è importante?
Il settore assicurativo sta uscendo da una fase relativamente favorevole, caratterizzata da rendimenti in rialzo e rischi gestibili, ed entrando in un contesto molto più complesso. Il nodo non è la solvibilità immediata, ma la capacità di prezzare correttamente rischi di lungo periodo in un ambiente dove rischio sovrano, shock climatici e interconnessioni finanziarie si rafforzano a vicenda. In questo scenario, modelli di business e di risk management basati su correlazioni storiche rischiano di sottostimare eventi di coda, con implicazioni non solo micro-prudenziali ma anche macro-finanziarie.
E adesso?
Secondo il FMI, la resilienza futura delle assicurazioni europee dipenderà dalla capacità di adattare i modelli di pricing e di allocazione del capitale a un mondo di rischi più persistenti e meno diversificabili. Questo implica una maggiore integrazione tra vigilanza assicurativa e macro-prudenziale, un’attenzione crescente ai legami con il sistema finanziario non bancario e una valutazione più esplicita dei rischi climatici e sovrani nei bilanci. Le assicurazioni restano un pilastro della stabilità europea, ma solo se riescono a evolvere da beneficiarie passive del contesto macro a gestori attivi di rischio sistemico di lungo periodo.
Fonte: https://www.imf.org/-/media/files/publications/reo/eur/2025/october/english/text.pdf